La postura corretta diventa per molti l’obiettivo principale per chi ha intenzione di risolvere o prevenire numerosi disturbi, talvolta frequenti come mal di schiena, mal di collo, dolore alla spalla e contratture.

Ma esiste davvero questo legame tra dolore e postura? In ogni caso, è sempre possibile e utile migliorare una postura?

Dipende dal significato che dai al termine postura, dalle tue aspettative e dai tuoi obiettivi personali. In questo articolo ti aiuterò a chiarire le idee.

La postura ha profonde radici nelle abitudini e nella personalità di una persona. Modificarla prevede lo stesso impegno di smettere di fumare …pronti a rimboccarsi le maniche?

Ho studiato osteopatia e i più noti metodi di rieducazione posturale: per molto tempo sono stato onestamente convinto di aiutare i miei pazienti migliorando la loro postura.

Pian piano, il fascino nei confronti di questo approccio si è affievolito, lasciando l’amara constatazione di aver dedicato troppo tempo nell’indagare disturbi o disfunzioni poco rilevanti.

Il mio modo di ragionare cambiò, non perché quello che facevo non funzionava, ma per aver scoperto i suoi rischi e compreso quale fosse il vero meccanismo d’azione dei miei trattamenti che portava benefici.

Questo articolo nasce proprio per aiutare il lettore a far chiarezza sul vero significato di migliorare la postura e risolvere disturbi posturali.

Se credi che il tuo dolore dipenda dalla postura oppure stai cercando di impostare un programma di rieducazione (o riprogrammazione) posturale prosegui la lettura prima di prenotare una consulenza o una visita dal fisioterapista, dall’osteopata o da un altro specialista.

quali sono le situazioni che influiscono sulla postura corretta

Ognuna di queste situazioni attiva dei circuiti neurologici e ormonali che non fanno solo muovere ossa e muscoli: cambiare postura rappresenta lo spostamento dalla propria comfort zone.

Intendo quella situazione particolarmente comoda che porta ad avere poca voglia o pigrizia di cambiare.

Ci muoviamo, ascoltiamo, mangiamo, parliamo e addirittura respiriamo in base ad abitudini ed esperienze della nostra vita, a regole o norme di comportamento diffusi negli ambienti che frequentiamo e agli obiettivi personali e lo facciamo in modo differente in particolari condizioni emotive.

Per questo motivo puoi intuire che il concetto di postura corretta riguardi più la personalità che vertebre e muscoli.

 

LEGGI ANCHE  Come cambiare posture scorrette e abitudini sbagliate

Postura e fascia

Il secolo scorso ha visto la prolifica diffusione di vari approcci posturali da parte di molti autori come Mezière, Souchard, Rolf, Stecco, Souchard, Pilat, Myers, Dicke (per dire i più noti, ma la lista è assai più lunga).

Ognuno di loro ha dedicato la vita allo studio della biomeccanica, dei riflessi neurologici e dell’anatomia del corpo umano.

Il trait d’union delle loro metodo diventò la fascia neuro-connettivale, il tessuto che ricopre muscoli, ossa e ogni singola parte del corpo, vasi e sistema nervoso incluso.

Ogni metodo propone la sua stimolazione con la sua messa in tensione, compressione e riscaldamento attraverso modalità differenti:tecniche manuali, respirazione, posizioni mantenute, stiramenti e frizioni con vari oggetti.

L’obiettivo univoco di ogni approccio posturale è quello di modificare la postura attraverso i cambiamenti apportati a questo tessuto e di riflesso trasmesse al sistema nervoso, circolatorio e gli organi interni più vicini anatomicamente.

Ho mal di testa per colpa di una cifosi dorsale troppo accentuata.

 

Ho mal di schiena a causa di alcune aderenze.

Ho mal di testa perché la curva del collo è appiattita come dice la radiografia.

Mia figlia ha la testa in avanti e le spalle curve…non vorrei che si rovinasse la schiena.

 

 

Secondo le teorie di questi autori, la scarsa elasticità della fascia in alcune aree o la presenza di aderenze porta a disfunzioni di movimento, intrappolamenti, dolori muscolari e contratture .

La visione generale del problema è che Il perdurare di queste condizioni porti progressivamente a infiammazioni croniche, stasi linfatica e disfunzioni degli organi coinvolti.

Il fatto è che nessuno di loro ha ancora dimostrato la fondatezza di queste teorie: nessuno è in grado di dimostrare che avere restrizioni, disfunzioni di movimento, muscoli troppo deboli o troppo allungati sia “sbagliato”.

A prescindere da disquisizioni statistiche, l’uomo e la donna non sono individui fatti di pelle, ossa e carne. Se da un lato indubbiamente si rilevano restrizioni di movimento e alterazioni istologiche dei tessuti è anche vero che stretching, rinforzo e massaggio di isolati distretti corporei tramite un intervento esterno (o passivo) risulta meno efficace rispetto ad un allenamento di forza, equilibrio, attenzione e mente.

Sono ingommato: mi sembra di essere tutto storto.

Prenoterò una visita per far qualcosa per la mia postura

 

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Come si valuta la postura?

La valutazione posturale osserva una posizione statica del corpo di una persona.

In un angolo dello studio ho ancora la pedana per osservare la “postura corretta in piedi” e molti colleghi la usano ancora insieme a calchi, fili a piombo, squadre, specchi quadrettati, laser e fotografie.

Con strumentazioni tecnologiche avanzate e operatori preparati è possibile analizzare la postura durante il cammino o in movimento.

LEGGI ANCHE  Analisi del movimento, computerizzata del passo e stabilometria : quando serve?

L’operatore annota un lungo elenco di disfunzioni, anomalie, disassamenti e mal allineamenti secondo criteri propri del metodo studiato (con termini e ragionamenti molto diversi).

L’intervento terapeutico che viene proposto prevederà lo svolgimento di specifici esercizi, trattamenti e accorgimenti posturali.

Stai dritto con la schiena! Dovresti farti vedere da un bravo osteopata

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Postura e ergonomia

I suggerimenti ergonomici sono nati con l’intenzione di ridurre sforzi e stress, non per avere una postura corretta.

L’idea diffusa è invece che ad ogni problema ci sia una soluzione ergonomica per ridurre lo sforzo in modo passivo.

Non esiste e non esisterà mai la panacea di tutti i mali. Questo vale per la scrivania, la forma del mouse o della tastiera.

L’ergonomia non rende le cose più comode, ma migliora temporaneamente la condizione lavorativa per favorire l’adattamento!

Cuscino lombare

Quando ho terminato l’università era il grande momento dei cuscinetti e dei supporti lombari.

L’idea di base è che basti un cuscino per ricordare al cervello di stare “un po’ più dritti” con la schiena e che per avere dei buoni benefici fosse necessario comprare cuscinette costosi in farmacia o dagli esperti di postura.

Postura e sedia ergonomica

La sedia ergonomica rimane e rimarrà un evergreen: indubbiamente una delle migliori operazioni di marketing sulla postura da seduto.

L’idea, condivisa dagli stessi “esperti”, è che sia innaturale stare seduti davanti al computer per ore e le case produttrici hanno capito i tasti da usare per spingere l’acquisto:

Bisogno/problema:

lavorare seduti senza mal di schiena.

Prova sociale:

l’uomo primitivo non era ingobbito davanti al computer, ma si arrampicava sugli alberi.

Autorità:

la schiena deve stare dritta anche da seduti: lo dice l’esperto.

Priming:

per evitare la fatica basta stare in ginocchio e dondolarsi.

Soluzione:

sedia di design, in materiale biologico, immagini di grandi spazi luminosi, facce soddisfatte

La sensazione di essere liberati dallo stress della vita moderna attraverso l’acquisto di una sedia di design che obbliga a stare in ginocchio è affascinante.

Quasi quasi ne compro un’altra anche io 😉

L’essere umano è l’unico animale ad aver conquistato la posizione eretta, abbandonando la quadrupedia: non per questo l’uomo è contro natura.

Ciò che ha favorito la sopravvivenza della nostra specie è stata  l’estrema capacità di adattamento.

Postura: biomeccanica o psicologia?

L’essere umano cerca di evitare quanto possibile dolore e stress. Quando non può farne a meno si adatta.

Il binomio postura scorretta e corretta non è sufficiente a spiegare la causa di un sintomo.

Corpo e mente sono intimamente legati e l’essere umano può contare su buone potenzialità di adattamento e istinto.

Guarda che brutta postura!

Il pensiero che una postura si possa controllare invece e che non sia sempre la migliore posizione possibile è molto diffuso.

Ad esempio si parla di:

  • brutta postura della corsa (piede, schiena, spalle, braccia);
  • la famosa postura degli sport asimmetrici come il tennis;
  • la brutta postura delle gambe;
  • la postura nello squat, stacco e swing.
cosa determina una postura corretta

La postura certamente ha relazione con l’anatomia, ma si costruisce attorno alle capacità di superare i suoi limiti. Ogni istante è il massimo risultato di questo processo, con le risorse disponibili… non qualcosa sbagliato da correggere.

La postura e la tecnica contano solo quando producono risultati concreti.

Presumere che il cervello sbagli a coordinare il corpo e che la sua parte razionale debba controllare la parte istintuale è assurda. Dal punto di vista neuroscientifico è dimostrato che questi due circuiti lavorano sempre e insieme.

Gamba corta e postura

Ogni giorno qualche paziente mi racconta di avere mal di schiena, perché la gamba sinistra è più corta della destra e quindi il bacino è storto.

Molti di loro indossano da anni plantari o hanno ripetuto infinite sedute per riequilibrare i “sintomi della gamba corta” (o le sue conseguenze).

A tal proposito è bene sapere che:

  1. La simmetria è anomala nell’essere umano.
  2. La gamba dominante è generalmente più lunga
  3. differenze di qualche millimetro non provoca nessun dolore
  4. possono esserci grosse differenze ben compensate

Inoltre non esistono test clinici affidabili per valutare in modo efficace una reale differenza di lunghezza tra gli arti inferiori.

Ha molto più senso valutare una rilevante dismetria degli arti, altro nome usato per indicare una diversa lunghezza delle gambe, dopo interventi chirurgici (protesi) o in seguito a fratture.

Postura negli sport asimmetrici e prevenzione infortuni

Non ci crederai, ma non è la prima volta che parlo di tennis e falsi miti!

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Non mi dilungherò a spiegare ora perché sia normale trovare un atleta come un tennista, un lanciatore di baseball o una schiacciatrice di volley con una spalla leggermente in avanti.

Ogni sport e ogni gesto atletico modifica il corpo di un atleta per ottenere il massimo di quella performance.

La postura in questi casi non segue canoni estetici, ma diventa funzionale all’obiettivo dell’atleta: competere.

Chi svolge uno sport ad alti livelli sa bene come insistere su attività non specifiche del proprio sport riduca le performance.

Una di queste attività da evitare assolutamente è mettersi in testa di cambiare la postura pensando di ridurre gli infortuni.

Potrei dilungarmi a discutere di statistica, ma è sufficiente parlare dello sport nazionale: il calcio: è utile sapere che calciatori con adduttori e muscoli posteriori della coscia rigidi non avranno maggiore probabilità di infortuni e dolori.

Questo non significa che non dovranno costantemente lavorare per mantenere un buon equilibrio e una buona coordinazione…ben inteso!

Postura e dolore

Il mal di collo passa se migliora la postura?

Chi esegue esercizi migliora la forza, la coordinazione, la mobilità e avrà meno paura di muoversi…ma il dolore non si ridurrà per un miglioramento della postura.

Non esiste alcuna relazione tra dolore e postura.

Questo non significa che la postura non influisca sul dolore, ma che è un fattore trascurabile.

Esistono ad esempio persone con posture molto belle, ma con dolori terrificanti.

 

Postura e mal di collo

Una delle posture contro la quale combatte ogni posturologo è quella con le testa in avanti e le spalle curve.

Esistono 10 studi di buona qualità che escludono come un’accentuata cifosi dorsale (“gobba” e spalle curve) non aumenti la possibilità di avere mal di collo e spalla.

Non solo! La riduzione della “curva del collo” o lordosi cervicale, nota come rettilineizzazione della lordosi cervicale, non è associata alla comparsa di mal di collo e non ha rilevanza dal punto di vista clinico.

Al contrario posso raccontarti la mia esperienza di ex-volontario in ambulanza. Ricordo ancora una donna, vittima di un incidente stradale ad alta intensità, con una dislocazione traumatica delle prime vertebre cervicali totalmente asintomatica (in piedi arrivati sul posto).

Studi interessanti svolti nel 2016 e 2018 hanno inoltre escluso ogni associazione tra mal di collo e uso del cellulare in giovani adolescenti. Ma di questo argomento parlerò più specificatamente in un altro articolo.

Scoliosi e mal di schiena

Una paziente va dal medico per mal di schiena lombare. Il medico prescrive una radiografia e scopre una scoliosi a s italica.

La scoliosi è una patologia che si manifesta durante infanzia e adolescenza e che generalmente è asintomatica. Molti miei pazienti di 60-70 anni con grave scoliosi e gibbo evidente hanno episodi di dolore per la prima volta a quell’età.

Semmai una persona con una schiena scoliotica potrebbe avere meno capacità di adattamento nel mantenere determinate posizioni o nel fare alcuni movimenti.

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Postura ed effetto nocebo

La dura verità è che fisioterapisti, osteopati, chiropratici, medici e laureati in scienze motorie danno peso a teorie sulla postura mai dimostrate e sostengono l’idea che il dolore sia associato ad una postura scorretta.

Evidenziare aspetti negativi e portare l’attenzione su parametri di valutazione confusi, incerti o poco influenti alimenta il potere dell’effetto nocebo.

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La presenza di aderenze, disassamenti, accorciamenti, rigidità, rotazioni di bacino e disfunzioni viene condotta disseminando falsi segnali di allarme. La cosa peggiore è che il terapista si proponga di “risolverli” dall’esterno.

Il danno è esponenziale:

  • l’attenzione viene portata su dettagli negativi;
  • aumenta ansia e stress in posizioni del tutto naturali;
  • vengono proposte abitudini innaturali che causano compensi peggiori;
  • si riduce l’autostima e la sensazione di controllo.

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Dolore nocicettivo
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Ansia e postura scorretta

Quando lavoravo in clinica nel reparto gravi cerebrolesioni trattavo pazienti con importanti difficoltà di movimento e dovevo fare attenzione a tutti gli accessori per il monitoraggio, l’alimentazione e il catetere.

Una mattina mi trovavo a trattare da solo un ragazzo alto 2 metri e feci un movimento brusco per evitare che si strappasse tutto: sentii subito una coltellata nella schiena.

Avevo vent’anni…mi bastò una settimana per riprendermi del tutto senza esami, visite, giorni di malattia e farmaci.

Ognuno reagisce in modo diverso ad un medesimo dolore. Spesso i giovani sottostimano le proprie sensazioni di dolore.

La maggior parte dei ragazzi e delle ragazze che vedo in studio per sospetti disturbi posturali vengono portati da genitori preoccupati che desiderano garantire la salute dei propri figli.

Al contrario ho il piacere di lavorare con molte persone anziane: molte di loro non si preoccupano per nulla di fare sforzi esagerati anche in posizioni strane.

In questa situazione sono i figli ad essere preoccupati per i propri genitori anziani:

Quando si parla di postura, l’ansia di sbagliare e commettere qualche errore la fa da padrona.

Più è alto il livello di ansia, più è la preoccupazione che accada qualcosa di brutto e più l’attenzione si focalizza su tutto ciò che può essere utile a confermare questa tesi.

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Il fisioterapista in questa situazione diventa un abile mediatore, quasi un negoziatore piuttosto che un semplice terapista.

Chi stabilisce quali siano le priorità e gli obiettivi? Io o il paziente?

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Come raggiungere gli obiettivi in riabilitazione
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Posture mantenute per troppo tempo

Si parla di sforzo anche per tutte quelle situazioni che prevedono uscire dalla normalità:

  • dormire per terra senza il cuscino morbido che usi a casa;
  • dormire in aereo senza il cuscinetto per il collo;
  • lavorare ad un banco troppo profondo per la lunghezza delle proprie braccia;
  • fare un lavoro che prevede un’acuità visiva che non si possiede;
  • pitturare casa senza averlo mai fatto;
  • montare un mobile a 8 ante dell’Ikea;
  • fare un trasloco;
  • sollevare da soli un parente o un paziente dal letto;
  • lavorare concentrati al computer per ore per poter consegnare in tempo un progetto.

Nulla di sbagliato…ma qualcosa che va fatto!

Al contrario il dolore si manifesta quando si mantengono posizioni che si possono modificare, ma non viene fatto… in questa situazione possiamo effettivamente parlare di postura sconveniente. 😉

A tal proposito vale la pena di spendere due righe anche per quelle “posture sconvenienti” legate a convenzioni sociali come il famoso zaino che provoca il mal di schiena:

Di certo lo zaino non è stato creato per essere tenuto solo su una spalla, ma nessuno dice che non si possa fare

il dolore che si presenterà sarà legato più facilmente alla insufficiente preparazione fisica per sostenere il peso dello zaino più che il modo di indossarlo e il peso dello zaino stesso.

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Postura scorretta: mancanza di consapevolezza o motivazione?

Esistono delle persone che non riconoscono di avere una posizione poco adeguata e persone che non sanno di fare uno sforzo.

Una scarsa conoscenza di come adeguare l’ergonomia della propria postazione lavorativa può essere fonte di dolore in via del tutto inconsapevole.

Un’altra situazione emblematica di quanto la mente agisca sulla percezione del dolore è quella di Luca un mio paziente che faceva powerlifting: si presentò in studio con un forte dolore alla spalla dopo delle ripetizioni sulla panca piana.

Dopo molte sedute mi raccontò che stava partecipando ad un torneo di beach volley con gli amici.

Non seppi mai se questo tardivo racconto, indisipensabile per risolvere il suo dolore, fosse stato volontario per paura di dover dare una brutta notizia alla squadra, o semplicemente se Luca non avesse capito quanto l’la forza necessaria alla spalla per schiacciare a rete fosse differente da quella esercitata dai suoi soliti workout.

La cosa certa è che la sua motivazione lo portò ad accelerare il percorso di adattamento del suo corpo per raggiungere quell’obiettivo.

Come la postura cambia a causa della forza di gravità

La forza di gravità si manifesta con una sensazione di scomodità nel mantenere una posizione per più tempo rispetto oltre il normale.

Accade che le valutazioni posturali etichettino questa condizione col termine squilibrio posturale.

Questo squilibrio o disfunzione potrebbe invece rappresentare una temporanea e normale reazione di adattamento.

Contratture muscolari e postura

è come se avessi qualcosa di accavallato
senti qui …tocca…senti che c’è tutto duro: -Senti? E’ come se fosse una pallina….è gonfio?”

Uno dei motivi principali per cui le persone richiedono una valutazione posturale sono contratture e dolori muscolari.

In alcune situazioni sono particolarmente sensibili al tatto, in altre i muscoli sembrano essere duri come il marmo, ma schiacciandoli provocano dolori intensi a distanza (sindrome del piriforme).

Questa condizione viene denominata punti trigger e di frequente si manifesta mantenendo posizioni particolarmente scomode.

Vengono trattati con tecniche di terapia manuale che prevedono l’uso di mani, nocche, dita, gomiti, piedi e per i più alternativi anche con aghi, coppette, lame di acciaio e palline infuocate.

Una volta c’era la digitopressione, lo shiatsu, il massaggio thailandese e l’agopuntura.

Oggi i metodi occidentali reclamano maggior efficacia (così viene detto ai corsi di formazione), ma i punti non cambiano e neppure le modalità: vengono schiacciati, scaldati, raffreddati, bucati, strofinati o elettrizzati.

È ragionevole pensare che l’allenamento della forza sia un ottimo modo per risolvere questo disturbo in modo più efficace.

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Scarsa preparazione fisica o colpa della postura?

Molte persone assumono posizioni faticose e sconvenienti senza avere alcun disturbo. Perché alcuni sì e altri no?

Quanto meno si è abituati a mantenere una postura quanto più è facile scatenare qualche dolore.

Qualcuno è convinto che alcune posture siano pericolose in termini assoluti ed evita di utilizzarle. Questo atteggiamento espone al rischio di essere fisicamente impreparati qualora sia necessario trovarvicisi.

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Artrosi e postura

Quando un tessuto (ad esempio muscoli, ossa, cartilagine, tendini) supera i propri limiti di adattamento si infiamma. L’artrosi è il segno dell’inevitabile processo di invecchiamento delle articolazioni.

L’elasticità dei tessuti lentamente si riduce progressivamente anno dopo anno. Nonostante sia ragionevole pensare che la postura influisca sull’artrosi è anche vero che l’artrosi si manifesta anche in modo totalmente asintomatico.

Postura della rotula, dolore al ginocchio e sindrome femoro-rotulea?

Uno dei rimedi posturali per il dolore al ginocchio è il tutore per allineare la rotula ed evitare che si consumi la cartilagine.

Questa soluzione è ampiamente suggerita da medici e fisioterapisti per curare la sindrome femoro-rotulea, l’artrosi o qualsiasi dolore al ginocchio.

La verità è che la sindrome fermoro-rotulea si presenta spesso senza dolore e, ancora una volta, la postura non è il primo fattore da prendere in considerazione.

Postura, emozioni e recitazione

Come ho avuto modo di accennare la postura è lo specchio di personalità, vissuti emotivi, sociali e psicologici. Per questo può essere considerata la manifestazione corporea della nostra comfort zone.

Attenzione! Il potere della postura può rinforzare addirittura le emozioni e influenzare la percezione del dolore.

Alcune tecniche di recitazione permettono agli attori di impersonare meglio i personaggi evocando stati emotivi attraverso l’assunzione di determinate posture, tonalità di voce e respirazione.

Al contrario un massaggio, una manipolazione, una postura, un esercizio diventano l’opportunità per mettere in discussione qualcosa di più profondo di una contrattura.

Questo spiega perché metodi come Alexander abbiano avuto molto successo nell’ambito delle performance artistiche e perché discipline, come il Feldenkreis e lo Yoga, siano molto apprezzate da chi come me considera inscindibile il rapporto tra individuo, mente e società.

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Come ottenere una postura migliore: atteggiamento mentale positivo

Sapere come ottenere una postura migliore è come sapere il metodo per avere successo e diventare ricchi.

la postura migliore è la prossima

Il mio suggerimento è avere un atteggiamento positivo, attivo e aperto alla sperimentazione di nuovi stimoli.

Molte persone hanno uno stile di vita sedentario.

Alcuni lavorano per ore nella stessa posizione e non fanno alcuna attività fisica: un buon inizio può essere prendersi il tempo per uscire dalle proprie abitudini.

Postura, tacchi e mal di schiena

Ricordo una delle mie prime pazienti: una rappresentante commerciale. Arrivò in studio in tacchi a spillo e mi salutò con cortesia:

Ciao Michele! Se devi dirmi di non mettere i tacchi per non avere mal di schiena ci salutiamo subito e … a non rivederci mai più 😀

Chi è abituata a indossare i tacchi ogni giorno, magari per anni, difficilmente avrà mal di schiena “per colpa dei tacchi”. Ti ho sorpreso con questa affermazione controcorrente?

Indiscutibilmente indossare i tacchi aumenta il lavoro dei muscoli del collo e della schiena, modifica la lordosi lombare e la posizione articolazioni del piede producendo affaticamento e gonfiori nell’immediato.

Tuttavia, una donna abituata a indossare tacchi durante il giorno ha maggiori possibilità di avere mal di schiena dopo aver camminato una mattina a piedi scalzi sulla spiaggia 😊

Per lo stesso motivo molte donne avranno dolori alla schiena, al collo, alle gambe o ai piedi dopo matrimoni interminabili (non a caso molte di loro, inclusa la sposa prevedono un cambio scarpe tattico).

Postura, pratica e perseveranza

Esistono persone che non hanno mai fatto pilates, yoga o ginnastica correttiva, ma hanno la stessa mobilità di quando erano bambini senza fare alcuno sforzo.

Da un lato c’è il patrimonio genetico, dall’altra le capacità di adattamento.

I bambini si adattano rapidamente perché il corpo deve ancora formarsi. Gli adulti non hanno invece le stesse potenzialità.

A volte sono necessari lunghi percorsi di allenamento altre volte non è possibile ottenere certi risultati.

Ricordo di aver impiegato 3 anni prima di riuscire a praticare Uttanasana (toccare le dita con le mani stando in piedi) facendo yoga a trent’anni.

Nel percorso formativo di ogni docente viene spiegato molto bene che NON E’ FONDAMENTALE RIUSCIRE A TENERE UNA POSIZIONE. Le virtù dello yoga risiede nella sua filosofia di vita.

Morale: è impossibile modificare alcune posture e non serve a nulla mettersi in testa di farlo senza sapere quali benefici se ne traggono e quali risorse investire.

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Quando posso migliorare la mia postura?

Se non hai dolori e riesci a fare tutto ciò che ti interessa fare…evita di perdere tempo 😊

Migliorare la postura non deve diventare una psicosi, serve per prendersi cura della propria salute non per aggiungere problemi e dubbi alla propria vita.

Ad ogni modo se il motivo che ti spinge a migliorare la tua postura è il dolore o qualche disturbo vale la pena investire almeno qualche mese per osservare i primi miglioramenti.

Stabilisci un tempo realistico, ma ben definito per ottenerne qualcuno. Alcuni dei miei pazienti impiegano 6-12 mesi solo per poter tornare a dormire a pancia in giù.

LEGGI ANCHE Posture scorrette e abitudini sbagliate: come cambiare

APPROFONDISCI CON Impara a stabilire e raggiungere obiettivi in riabilitazione

Quando ti guardi allo specchio e non vedi sostanziali differenze o benefici…sentiti libero o libera di realizzare che quello che stai facendo non serve 😊

Lo fai perché ti senti rigido o rigida?

Non è necessario diventare contorsionisti: scegli un’attività che esca un poco fuori dalla posizione che assumi la maggior parte del giorno e dalle tue abitudini…ma non troppo!

Fare esercizi agli anelli o rimanere in verticale alla spalliera non ti servirà a nulla se non hai in mente di fare del circo.

Scegliere obiettivi di buon senso per te!

Non esiste nessuna ricetta perfetta. Non esistono regole se non quelle che rispecchiano i tuoi valori, lo scopo della tua vita e i tuoi obiettivi.

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Il modo sbagliato di cambiare postura: forzare

Obbligarsi a mantenere posture scomode per mesi e anni senza beneficio non ha senso, ma è quello che fanno quasi tutti.

Molti miei pazienti ad un certo punto della loro vita decidono di fare qualcosa per migliorare la propria postura. Non sanno esattamente cosa significhi e cosa comporti, ma sono disposti anche a soffrire.

È possibile avere la disciplina di mantenere una determinata postura per un sufficiente periodo di tempo da adattare il corpo e la mente…ma non è da tutti.

Stanchezza, postura e insonnia 

Ci sono disturbi come l’affaticamento e l’insonnia che indiscutibilmente alterano la postura.

Non si cura l’insonnia stando belli dritti con la schiena, viceversa non esiste buon postura senza dormire.

Molte persone trovano giovamento attraverso la terapia manuale in tal senso. Il massaggio li aiuta a rilassarsi o a trovare le condizioni adatte per esternare situazioni emotive o famigliari molto stressanti anche piangendo.

Purtroppo depressione, ansia e disturbi dell’umore sono ancora tabu e molti non vedono di buon occhio il sostegno dello psicologo e di conseguenza sviluppano compensi poco salutari fonte di dolori e disturbi del sonno o dell’alimentazione.

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APPROFONDISCI CON Cosa provoca un forte stress

In quest’ultimo articolo parlo di burn-out lavorativo. Non ti puoi neppure immaginare quante persone decidono di migliorare la propria postura in un momento lavorativo particolarmente stressante.

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Postura e taping

L’idea che basti applicare un cerotto colorato per cambiare la postura e guarire senza sforzo è l’emblema di come la mente possa rinforzare gli effetti di una terapia.

LEGGI ANCHE Effetto placebo: tutto quello che devi sapere.

Non esiste alcuna dimostrazione della sua efficacia.

Stretching e postura

Sembra essere molto diffusa la convinzione che una brutta postura porti ad accumulare tensioni muscolari che a lungo termine possono usurare le articolazioni.

Molti professionisti della postura si ostinano ad allungare la parte posteriore della coscia sostenendo che un suo eccessivo accorciamento provochi molti disturbi alla schiena, all’anca o al ginocchio.

Eppure, nel 2012 un esperimento ha dimostrato che lo stretching dei muscoli posteriori porti ad una temporanea sensazione di maggior flessibilità senza alcun effetto reale sulla postura.

Esercizio fisico e postura

Mantenersi attivi e svolgere un’attività fisica varia è il modo più semplice per migliorare la propria postura, oltre che sostenere abitudini salutari, ridurre ansia e stress.

per cambiare postura con l'esercizio fisico e lo sport

Sei appassionato di uno sport, ma ti hanno detto che lo sport fa male con la tua postura?

 

 

Vorresti fare provare una nuova attività, ma temi che crei qualche disturbo?

INIZIA SUBITO! Il segreto di sport e situazioni nuove è quello di trarre nuove sensazioni e stimoli. Il cervello e il corpo sono creati per reagire positivamente a queste condizioni.

Equilibrio e postura

Questo è il principio valido per cui si vendono tante sedie ergonomiche, fit-ball e tavolette dalle superfici instabili.

Se invece abiti vicino al mare sei fortunato perché hai la sabbia a tua disposizione. Ma lo stesso vale se abiti in montagna o collina e ti piace camminare e correre.

Ogni attività che espone il sistema nervoso e il corpo a condizioni imprevedibili e non abituali come terreni disconnessi e bruschi cambiamenti di velocità, combattimento, danza o intensa attività fisica produce benefiche reazioni di adattamento considerate impensabili.

Questo è il valore aggiunto dell’allenamento di equilibrio e coordinazione in un intervento di rieducazione posturale: aumentare le proprie capacità di adattamento.

Qual è la migliore tecnica di rieducazione posturale?

Esistono molti metodi, approcci e tecniche di rieducazione posturale. Esistono perfino master universitari dedicati a questo argomento.

I metodi spesso vengono protetti da un marchio registrato dal fondatore e insegnate da strette cerchie di docenti attentamente selezionati.

Utilità dei metodi:

Rischi:

In sintesi

La postura è il prodotto finale di continui adattamenti e risente delle esperienze e delle emozioni di una persona, della sua personalità e della influenze della società in cui vive.

Il dolore ha a che fare con la postura, ma molto meno di quello che viene fatto comunemente credere e per motivi differenti da quelli illustrati da molti e “noti esperti”.

Molti disturbi posturali derivano da sforzi oltre le capacità di adattamento del corpo.

In alcune situazioni si verificano per mancanza di un’adeguata preparazione fisica, altre volte per una scarsa consapevolezza dei propri limiti altre per scelte consapevoli motivate da obiettivi personali insindacabili.

Qualcuno è più sensibile a sforzi e stress: non è possibile sapere a priori se provocheranno dolori.

La postura cambia in ogni momento, ma non sempre è possibile modificarla come si desidera e soprattutto non tutti sono disposti a dedicare a questo obiettivo sufficienti risorse e tempo, anche perché facendolo si tradurrebbe in drastici cambiamenti del proprio stile di vita.

Il miglior modo di trovare benefici agendo sulla propria postura è aumentare l’attività fisica per allenare la forza, la resistenza, la coordinazione, l’equilibrio e il piacere di sperimentare situazioni differenti dalla propria normalità.

Ginnastica posturale, esercizi correttivi e approcci posturali sono un buon momento per stabilire il significato personale di “postura corretta” o equilibrio muscolare.

Cercare una postura corretta diventa l’opportunità in cui definire obiettivi concreti e priorità, stabilire quali risorse e limiti di tempo mettere a disposizioni e pianificare nel dettaglio quale sia la strada da percorrere.

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