Ansia e dolori muscolari e articolari: come interpretarli senza allarmismi

All'interno dell'articolo ti parlerò di:

Come l'ansia provoca dolori muscolari e articolari. Diagnosi e cura

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Ansia e dolori muscolari e articolari sono collegati?
Molte ricerche online nascono da domande molto concrete: tensione muscolare da stress sintomi, malessere generale e dolori diffusi, somatizzazione ansia e dolori muscolari.

Sono tutte espressioni diverse per descrivere la stessa esperienza: il corpo che reagisce a un periodo di forte allerta emotiva.

In questa pagina ti aiuto a capire cosa osservare, come interpretare questi segnali e quando ha senso fare qualcosa di pratico, senza trasformare ogni fastidio in un allarme.

Quando compaiono dolori diffusi, rigidità o sensazioni corporee difficili da spiegare, soprattutto nei periodi di maggiore tensione, è facile cercare risposte rapide o diagnosi rassicuranti.

Qui non troverai una diagnosi né un elenco per capire se “hai qualcosa”.
L’obiettivo è aiutarti a fare chiarezza su come stress e sistema nervoso possano influenzare il corpo e su come leggere questi segnali in modo più utile.

Quando la tensione nervosa rimane alta a lungo, il corpo può diventare più sensibile e meno tollerante agli sforzi e ai ritmi quotidiani. Anche il sonno può risentirne, accentuando ulteriormente la percezione del dolore.

Capire questo meccanismo è spesso il primo passo per smettere di inseguire spiegazioni allarmanti e iniziare a orientarsi meglio, mettendo ordine prima di agire.

QUANDO HA SENSO TRANQUILLIZZARSI E QUANDO NO

Se i dolori muscolari e articolari:

– compaiono in periodi di forte stress o ansia
– cambiano sede e intensità nel tempo
– peggiorano con la tensione emotiva
– migliorano quando dormi meglio o ti rilassi
– non sono legati a un trauma preciso

nella maggior parte dei casi indicano uno stato di allerta del sistema nervoso, non un danno ai tessuti.

Se invece:

– il dolore è comparso dopo un trauma
– c’è perdita di forza, sensibilità o febbre
– il dolore è notturno e costante
– compaiono segni neurologici evidenti

allora ha senso una valutazione medica mirata.

Come ansia e stress possono influenzare dolori muscolari e articolari

In questa sezione trovi i sintomi più comunemente associati a stati di ansia e stress.
Non servono per fare diagnosi, ma per riconoscere un quadro generale e capire cosa osservare.

Ansia e sintomi fisici: perché lo stress provoca dolori muscolari?

La ricerca scientifica è concorde nel sostenere che ansia e stress siano il terreno fertile di disturbi comuni come il mal di collo, il mal di schiena e diversi dolori muscolari diffusi.

Questo non significa che ogni dolore abbia una causa “psicologica”, ma che stati di tensione prolungata possono rendere il corpo più sensibile e reattivo.

Perché?

L’aumento della tensione muscolare è uno dei principali sintomi fisici di ansia e stress.
il sistema nervoso rimane in allerta a lungo, fatica a compensare ulteriori sforzi fisici, mentali o emotivi.

In queste condizioni molti iniziano ad evitare attività prima considerate “normali” per paura di peggiorare o sentire male e pian piano si indeboliscono.

La ridotta preparazione fisica, la scarsa abitudine a fare sforzi, posture mantenute per molto tempo o movimenti bruschi diventano così il substrato di indolenzimenti persistenti.

L’elenco che segue raccoglie i sintomi più frequentemente associati a stati di ansia e stress.

Malessere generale e dolori diffusi: cosa significa davvero

Molte persone descrivono uno stato di malessere generale e dolori diffusi senza riuscire a individuare un punto preciso.
Questa esperienza è tipica dei periodi di forte stress prolungato e non equivale automaticamente a una malattia.
Spesso indica:

– stanchezza accumulata
– sonno poco ristoratore
– eccessiva attenzione ai segnali corporei
– ridotta tolleranza agli sforzi
– tensione muscolare diffusa

Riconoscere questo quadro aiuta a evitare due errori comuni: pensare di avere una patologia rara oppure cercare continuamente nuove diagnosi.

Se ti stai chiedendo come capire se ciò che provi rientra in un normale stato di tensione o in una situazione che merita più attenzione, il primo passo utile è distinguere tra dolore acuto e dolore persistente.

Questa differenza ti aiuta a capire se ha senso aspettare, modificare alcune abitudini o chiedere una valutazione mirata.

Tensione muscolare da stress: sintomi più comuni

Quando si parla di tensione muscolare da stress, i sintomi più frequenti sono:

– rigidità a collo e spalle
– sensazione di muscoli sempre contratti
– bruciore diffuso a schiena, braccia o gambe
– dolore che cambia sede da un giorno all’altro
– affaticamento rapido anche per sforzi piccoli
– difficoltà a rilassarsi anche a riposo

Questi sintomi non indicano un danno ai tessuti, ma uno stato di allerta prolungato del sistema nervoso.
Il corpo non è rotto: è in modalità difensiva.

COS’È LA TENSIONE MUSCOLARE DA STRESS – IN SINTESI

La tensione muscolare da stress è una risposta del sistema nervoso a uno stato di allerta prolungato.
Non è un danno ai muscoli o alle articolazioni, ma un meccanismo difensivo che rende il corpo più rigido, sensibile e affaticabile.
Quando ansia e stress diminuiscono, anche questi sintomi tendono a ridursi.

Non è un elenco da spuntare, ma un punto di partenza per riconoscere un possibile stato di allerta del sistema nervoso. Serve a orientarsi e osservare, non a decidere cosa fare.

effetti ansia e stress: gli effetti più comuni

Se ti riconosci in uno o più di questi sintomi, è comprensibile.
Da qui in poi però la domanda utile non è “quale sintomo ho”, ma cosa mantiene questo stato nel tempo e come sto reagendo a questi segnali. L’obiettivo è decidere cosa fare, ma capire cosa osservare prima di muoversi.

Esistono particolari condizioni in cui lo stress e le emozioni sono così intense, improvvise o costanti da rendere il sistema nervoso esageratamente sensibile.

Se vuoi approfondire il tema, qui trovi un articolo che spiega cosa provoca lo stress e quali effetti può avere sul corpo. Cosa provoca lo stress: sintomi, effetti.

È comprensibile cercare una causa unica e concreta, soprattutto quando i sintomi sono fastidiosi e persistenti. In effetti è difficile rendersi conto di una cosa che non si vede e che agisce il più delle volte in modo silenzioso. Ognuno reagisce in modo diverso: c’è chi minimizza, chi combatte continuamente i sintomi e chi finisce per sentirsi sopraffatto.

Parlando dei benefici dell’allenamento ho paragonato lo stress ad un corso d’acqua: ansia e stress infatti fanno parte della vita di tutti, ma a volte diventano un torrente in piena senza controllo. Trovo affascinante questa metafora perché ansia e stress sono spesso strategie e stimoli che possono aiutare a tirare fuori il meglio di sé, ma quando non son ben incanalati diventano devastanti come un’alluvione.

Molti comportamenti si consolidano nel tempo perché, in passato, hanno aiutato ad adattarsi a certe situazioni. Allo stesso modo l’ansia e le strategie usate per gestire lo stress sono dei comportamenti: il nostro cervello impara ad usarli sulla base dei risultati che ha ottenuto in precedenza e li ripropone automaticamente sotto forma di abitudini, corrette o meno.

Alla lunga il perdurare dei sintomi di ansia e stress può portare anche a disturbi del sonno e a difficoltà nella sfera sessuale, limitando ulteriormente la vita quotidiana. Si entra così in un circolo vizioso.

Naturalmente non basta trovare uno o due sintomi per farsi un’auto-diagnosi di ansia.

Quando questi pensieri iniziano a occupare troppo spazio, è utile spostare l’attenzione da ciò che si teme a ciò che può aiutare a regolare questo stato.

Tra le strategie più semplici e accessibili per interrompere questo circolo, l’esercizio fisico ha un ruolo centrale. Questo non significa che l’esercizio, da solo, indichi cosa fare o quando iniziare.

Come curare ansia e dolori articolari co per curare ansia dolori muscolari e articolari con l'esercizio fisico

Questi effetti non sono il risultato di un singolo evento, ma di come il corpo e il sistema nervoso imparano a reagire nel tempo a certe situazioni.

Un caso tipico di ansia e tensione nervosa

Abbiamo avuto tutti una mega interrogazione alla lavagna: probabilmente la sensazione di paura, disagio e ansia li ricordiamo bene.

Ansia a mille, cuore che batte all’impazzata, sudorazione profusa, tremore alle gambe e spalle tese. Poi arriva la domanda difficile e con essa un leggero senso di nausea: ma alla fine ognuno avrà provato con timore a rispondere osservando attentamente la reazione della prof.?

Da un lato i sintomi fisici dell’ansia sono il risultato dell’azione di sostanze chimiche ben studiate, dall’altro il cervello memorizza il risultato finale in particolare quando è un successo.

In futuro si manifesteranno i medesimi sintomi in situazioni simili, ad esempio durante la preparazione di un esame, una gravidanza, un periodo di lavoro pesante, delle scadenze impellenti o una situazione affettiva complicata.

In queste situazioni, con tutta probabilità, non si è neppure pienamente coscienti dello stato di ansia oppure non si collegherà ad essa la presenza di certi sintomi quando perdura nel tempo oltre i livelli di sopportazione.

Ti ritrovi? Capita spesso, nella vita, di essere sotto pressione.

Riconoscerlo è spesso il primo passo per evitare che questa reazione si cronicizzi. Esistono strategie semplici e graduali che possono aiutare a regolare questo stato, anche quando il tempo a disposizione è poco.

Perché l’ansia causa bruciori diffusi?

Il sistema nervoso si sviluppa nel ventre materno dove inizia a elaborare e reagire agli stimoli provenienti dall’esterno in modo innato e automatico.

Ti sarà capitato di osservare il viso corrucciato di un neonato quando guarda spaventato un oggetto che si avvicina velocemente oppure quando si succhia agitato il pollice in attesa della poppata.

La tensione muscolare e la concentrazione su uno stimolo potenzialmente pericoloso sono reazioni innate e ci aiutano ad imparare come reagire alla realtà e alle nostre emozioni.

Se hai figli sai quanto i bambini siano sensibili a piccole variazioni di espressioni del volto, del tono della voce o della tensione muscolare del papà o della mamma dopo una caduta o un rimprovero.

Allo stesso modo un adulto percepisce una minaccia in modo differente a seconda del vissuto legato a precedenti esperienze e dal contesto in cui questa si presenta.

La persona che vive uno stato ansioso sperimenta tensione e allerta (ipervigilanza) che si prolungano in modo inconsapevole nel tempo. Da un lato quindi la tensione muscolare, dall’altro l’attenzione esagerata nei confronti di sintomi fastidiosi (soprattutto se ritenuti pericolosi o dannosi).

Ma è normale? Non è che è un’ernia?

È una domanda comprensibile, ma da sola non è sufficiente per decidere cosa fare. Quando si parla di dolore non basta dare un nome. Bisogna sempre considerare ogni componente:

  • fisica (diagnosi di una patologia o lesione specifica);
  • emotiva (paura della diagnosi e delle conseguenze);
  • cognitiva (cosa ho capito di ciò che ho e delle sue conseguenze);
  • comportamentale (cosa non posso fare a causa di quel fastidioso bruciore, quel doloretto, quella rigidità che mi preoccupa).

Certamente i tuoi sintomi non vanno sottovalutati: un bravo professionista esclude facilmente la presenza di una causa specifica di un dolore, ma nella stragrande maggioranza dei casi bruciori diffusi a muscoli, colonna vertebrale o articolazioni non dipendono da lesioni ben definite.

Purtroppo l’assenza di una spiegazione precisa e la sensazione di incertezza conseguente portano molti a:

  • evitare di fare sforzi e movimenti sbagliati;
  • limitare l’attività fisica;
  • iper-analizzare i sintomi;
  • fare consulenze specialistiche ed esami sempre più approfonditi per problemi rarissimi;
  • vagare per Google in cerca di conferme. ?

In questa angoscia e iper-concentrazione sul dolore si rischia di rimandare la cosa più utile: iniziare, con criterio, a fare qualcosa per stare meglio.

Perché cercare una diagnosi a tutti i costi spesso peggiora la situazione

Ansia e autodiagnosi

dolore, insonnia, stanchezza limitano la vita di una persona ansiosa

L’essere umano vive al 90% con il pilota automatico inserito. Raramente bada ai dettagli di quanto accade all’esterno e all’interno del proprio corpo.

Pensa se dovessi concentrarti per sentire il cuore battere correttamente, i polmoni muoversi per respirare, la saliva per bagnare la gola e magari mentre guidi, senza investire il pedone, guardando i cartelli per non perderti e arrivare a casa in tempo per fare la cena. Sarebbe una vita di inferno!

Chi ha sofferto di attacchi di panico lo sa bene: non è sostenibile concentrarsi su ogni singolo movimento del corpo per lunghi periodi.

Il pilota automatico dell’ansia però può condurre a cortocircuiti ed effetti collaterali. È comprensibile cercare spiegazioni e soluzioni autonome quando si avverte qualcosa di strano e fastidioso.Il problema nasce quando questa ricerca diventa l’unico modo per tentare di stare meglio.

Tachicardia, sudorazione e tensione nervosa

Tipicamente il cuore batte e sudiamo al lavoro o facendo sport. Il nostro sistema nervoso (ortosimpatico) produce questi effetti quando dobbiamo dare il massimo fisicamente, mentalmente ed emotivamente.

Per esempio durante una gara o un allenamento, ma anche un esame o un litigio.

L’aumento della frequenza cardiaca (tachicardia), l’aumento della pressione arteriosa, della tensione muscolare e della sudorazione sono sintomi comuni nello sport ma anche in chi è sotto stress, in chi scappa o prova paura.

Quanto più questi effetti fisici si protraggono nel tempo quanto più l’organismo li percepisce normali, mantenendo però una tensione nervosa costante.

Questa percezione fallace e questo iper-lavoro del sistema nervoso porta a una progressiva riduzione delle energie fino ad avere disturbi del sonno, inappetenza, carenza di memoria, meno voglia di stare con le persone e a volte disfunzioni sessuali. Questi effetti non indicano necessariamente un problema, ma una risposta di attivazione che può diventare persistente se non si modifica il contesto o il modo di reagire.

Ansia, depressione e sintomi fisici trovano qui il loro anello in comune.

Quando stress e dolore diventano persistenti: cosa mantiene il circolo

Ansia e infiammazione

La tensione nervosa di cui abbiamo parlato coinvolge anche i muscoli: quando si mantiene nel tempo può modificare la circolazione locale, infiammare i tessuti, indebolirli e alterarne la sensibilità.

Parlo di questo processo in modo più tecnico e approfondito nell’articolo sulla sensibilizzazione centrale e dolore cronico.

Nella pratica clinica è frequente osservare come situazioni di stress prolungato, soprattutto quando non sembrano avere una via d’uscita, possano accompagnarsi a dolori muscolari persistenti e diffusi.

In questi casi il problema raramente è un singolo movimento, una postura o un’attività “sbagliata”, ma il modo in cui il corpo rimane a lungo in uno stato di allerta.

Fibromialgia, dolori muscolari e ansia

Quando dolori muscolari e bruciori diffusi persistono nel tempo senza una causa chiara, è comprensibile che emergano timori legati a diagnosi complesse, come la fibromialgia.

In questi casi è facile che l’attenzione si sposti dal capire come orientarsi al chiedersi “che cosa ho”. Per questo è importante fare una distinzione: un dolore che fatica a risolversi o tende a riacutizzarsi non equivale automaticamente a una condizione generalizzata come la fibromialgia.

Questo non significa negare l’esistenza della fibromialgia né sminuire una diagnosi fondata su criteri clinici condivisi, ma evitare che la paura della diagnosi diventi il primo e unico filtro di lettura del dolore.

Nella pratica clinica capita spesso che queste paure emergano proprio nei momenti di incertezza, quando il dolore non segue un andamento lineare. Dietro a questi timori, però, c’è sempre una persona che sta cercando risposte e sollievo.

Nei percorsi di dolore persistente, ciò che fa davvero la differenza è un approccio condiviso, che tenga conto dei fattori biologici, emotivi e comportamentali, e che eviti scorciatoie o promesse irrealistiche.

Più che interventi “miracolosi”, risultano fondamentali una pianificazione graduale, la collaborazione tra professionisti e il mantenimento di un’attività fisica lieve ma costante, adattata alla situazione della persona.

Se questi meccanismi ti sono familiari, nel quadro più ampio del dolore persistente trovi una spiegazione più completa in questa pagina dedicata al dolore cronico.

 

Cosa ha senso fare per ridurre tensione e sensibilità nel tempo

come iniziare a ridurre ansia e stress in autonomia

Costruire un processo sostenibile nel tempo

Gli obiettivi all’interno di un percorso di benessere psico-fisico non sono sempre immediati né facili da raggiungere. Più che puntare a risultati rapidi, è utile costruire una strategia sostenibile nel tempo.

Stabilire piccole tappe realistiche aiuta a orientarsi meglio anche in presenza di preoccupazioni, traumi, interventi, patologie o sintomi senza una causa specifica, evitando di procedere per tentativi casuali.

Ridurre ansia e stress: da dove iniziare

Il corpo recupera energie soprattutto durante il sonno, quando il sistema nervoso entra in una fase di riposo e rigenerazione. Non è un dettaglio, ma una base spesso trascurata.

Non sbagli notando che sono proprio sintomi e segni contrari a quelli dell’ansia. È l’effetto di una particolare funzione del sistema nervoso parasimpatico deputato a rigenerare, mettere a riposo e ridurre lo stress.

Meccanismi simili possono attivarsi anche durante attività che assorbono l’attenzione in modo naturale e piacevole, aiutando il sistema nervoso a uscire dallo stato di allerta.

Anche la qualità delle relazioni e del tempo condiviso con gli altri ha un ruolo nel modulare ansia e stress.

Una attività fisica lieve e costante, sostenibile nel tempo, è uno degli strumenti più efficaci per favorire la regolazione dell’ansia e ridurre il dolore.
Non come soluzione rapida, ma come parte di un processo adattato alla persona.

Se senti il bisogno di mettere ordine tra informazioni, sintomi ed esperienze diverse, puoi partire da questo quadro di riferimento. 

Se invece il dubbio principale è cosa evitare per non peggiorare, qui trovi criteri pratici: Evitare non è sempre la soluzione.

Domande frequenti su tensione muscolare e stress

Lo stress può causare tensione muscolare?

Sì. La tensione muscolare è uno dei sintomi fisici più comuni dello stress. Non indica un danno ai muscoli, ma una risposta di allerta del sistema nervoso.

Lo stress può provocare dolori diffusi in tutto il corpo?

Sì. Lo stress prolungato può aumentare la sensibilità del sistema nervoso e far percepire dolori muscolari e articolari in più zone del corpo. Questo fenomeno è comune e non indica necessariamente una malattia. Spesso migliora quando si riduce la tensione generale e si riprende un’attività fisica regolare.

Come capire se è tensione muscolare o un problema fisico reale?

La tensione muscolare da stress tende a cambiare sede e intensità, peggiora nei periodi di ansia e migliora con il riposo o il rilassamento. Un problema fisico specifico, invece, è più stabile, legato a un movimento preciso o a un trauma e ha segni più localizzati. In caso di dubbi o sintomi atipici, una valutazione clinica aiuta a fare chiarezza.

Quanto dura la tensione muscolare da stress?

Può durare da pochi giorni a diverse settimane. La durata dipende da quanto a lungo rimane attivo lo stato di allerta e da come si reagisce ai sintomi.

La tensione muscolare da stress può durare per mesi?

Sì. Quando lo stato di allerta del sistema nervoso si prolunga nel tempo, la tensione muscolare può diventare persistente. Non significa che ci sia un danno permanente, ma che il corpo fatica a tornare a uno stato di riposo. Migliorare sonno, attività fisica graduale e gestione dello stress aiuta progressivamente a ridurre i sintomi.

Lo stress può provocare bruciore alle gambe o dolori diffusi?

Sì. Bruciore, formicolii e dolori diffusi sono manifestazioni frequenti della somatizzazione dell’ansia e dello stress.

La tensione muscolare da stress è pericolosa?

No. È fastidiosa e limitante, ma nella grande maggioranza dei casi non è segno di una malattia grave.

Qual è il rimedio più efficace per la tensione muscolare da stress?

Non esiste un unico rimedio valido per tutti. Le strategie più utili sono: movimento regolare e graduale, esercizi di respirazione o rilassamento, miglioramento del sonno e riduzione dei comportamenti di evitamento. L’obiettivo non è “eliminare il sintomo subito”, ma ridurre progressivamente lo stato di allerta del sistema nervoso.

In sintesi

Ansia, stress e dolori muscolari o articolari non sono fenomeni separati, ma parti di un sistema che reagisce e si adatta continuamente. La percezione del dolore è influenzata da molti fattori: il contesto, le relazioni, il livello di allerta del sistema nervoso e il modo in cui una persona risponde nel tempo a questi segnali.

Comprendere questa interazione aiuta a spostare l’attenzione dalla ricerca di una causa unica alla costruzione di scelte più sensate e sostenibili. Nei percorsi di prevenzione e gestione del dolore persistente, ciò che conta non è trovare una soluzione immediata, ma orientarsi passo dopo passo, con criteri chiari e aspettative realistiche.

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Ultima modifica 15/01/2026

Michele Chiesa

Fisioterapista e Osteopata Mi occupo di dolore, disturbi legati allo stress e recupero funzionale. Aiuto le persone a fare chiarezza su ciò che sta succedendo al loro corpo e a orientarsi nelle scelte da fare.

30 Commenti

  1. E’ una zona in cui frequentemente si manifestano tensioni nervose…esistono però modi molto efficaci per gestire meglio le emozioni affrontando confronti e problemi della vita. Al contrario esistono buoni modi per rendere il fisico più resistente ( o resiliente) a queste situazioni.

  2. Salve. Mi chiamo Luca ho 21 anni. Sto attraversando un periodo di agitazione fortissima ormai da 2 mesi e mezzo. Tutto e’ partito da un dolore al braccio sinistro tipo tensione intorpidimento. (Col senno di poi so per certo che nei giorni precedenti avevo per motivi personali dell’agitazione). Questo dolore al braccio col tempo e’ passato e si sono pero’ presentati dei tremori in piu’ zone del corpo che persistono ancora. Ora sto avendo dei dolori al torace come palpitazioni battito accelerato. Sono stato tante volte all’Ospedale e mi hanno detto che e’ tutto a posto (controlli e elettrocardiogramma). Purtroppo la mia ansia e’ sempre piu’ forte e ho un’ agitazione che mi impedisce di godermi le piccole cose. La ringrazio per una risposta.

  3. Buonasera, io da diversi mesi ho ogni tanto, tachicardia, dolori in tutto il corpo, bruciori dietro schiena e fischi nelle orecchie non sempre, e ogni tanto mal di testa, premetto che lavoro al pc 19 ore al giorno senza fare nessun attività sportiva

  4. Buongiorno Michele.. Possibile che ogni volta che devo affrontare una discussione o un problema sia piccolo che grande.. Vado in tensione con ansia e dolori muscolari.. soprattutto spalle e collo?.. Grazie

  5. Ciao Veronica che formidabile ventata di freschezza ha dato il racconto della tua vita e la tua esperienza!!! Spero che chiunque legga le tue parole a conclusione dell’articolo tragga una forte ispirazioni e coraggio!

  6. Ciao Michele, ho letto il
    tuo post e per la
    Prima
    Volta dopo 4 mesi ho rivissuto
    I sintomi dell’ansia ed ho fatto un bel sorriso. Un sorriso consapevole e pieno di sofferenza e di rinascita al contempo. So, perfettamente, quanto possa essere invalidante vivere con l’ansia dentro di te come se diventasse un’amica immaginaria, ma sempre presente. La sua presenza si manifesta in variopinti modi portando con sè la sua migliore compagna di viaggio: la paura. Quest’ultima mascherata con vesti oscure s’insinua dentro la mente, il corpo, l’anima ed infine il cuore. Inizia un percorso di introspezione e di investigazione continua di ogni singolo fastidio, rumore, dolore, battito, tensioni, pulsazioni, tremori, rigidità, calore, subbugli che il nostro corpo mette in atto dettato da ciò che sentiamo dentro, ma che tante volte non tiriamo fuori. Magari, perché non abbiamo gli strumenti o forse semplicemente perché ascoltarsi e ascoltarli comporta un percorso di buio /luce che non tutti vogliono affrontare. Io sono qui per raccontare la mia esperienza e poter dire a tutti che invece è possibile ascoltare tutto ciò che il nostro corpo e la nostra anima ci dicono. È l’unico modo per trovare la luce, passando attraverso il tunnel di sofferenza, mettendo a soqquadro la propria vita interiore possiamo trovare la giusta via per ognuno di noi. Dopo un attacco di panico, ho deciso di iniziare un percorso terapeutico comportamentale cognitivo che mi ha cambiata, in fondo penso solo di essere ritrovata, semplicemente perché avevo smarrito la via. Ne ho trovato una adatta a me, combattendo contro i pensieri negativi limitanti, mettendo in atto molte azioni funzionali, anche a volte qualche disfunzionale da correggere, in fondo nessuno è perfetto. La paura mi dato il coraggio e la forza di cambiare tutto il negativo che portavo dentro di me come una zavorra. Il coraggio è un altro alleato e la conseguenza alla paura perché io voglio dire a tutti che la paura non deve essere vista come un qualcosa di negativo, ma qualcosa che dá la spinta al mutamento. Ho trovato il coraggio di uscire da giri non adeguati alla mia persona, ho trovato il coraggio di scomporre la mia famiglia è ricrearla con la voglia di crescere insieme migliorandosi sempre, ho trovato il coraggio di saper dire no a quello che non va bene per me, ho trovato il coraggio di dare spazio a me stessa, ho trovato il coraggio di perdonarmi, ho trovato il coraggio di non giudicarmi più. Il percorso è stato duro e sofferto, adesso va meglio, ma la strada è lunga perché è importante riuscire ad andare oltre a tutto ciò che ci accade. Tutto ha un senso e dobbiamo credere in noi stessi e amarci. Non avere paura di affrontare anche quelle visite che ci fanno paura perché solo da lí possiamo avere anche conferme. Io dopo mesi ho deciso di appuntare su un’agenda tutte le visite che avrei voluto fare, ma che non ho avuto mai il coraggio di prenotare. Ho iniziato ed è liberatorio, non so cosa mi aspetterà, ma so che già questo è un passo verso la vittoria con me stessa. La vita mi ha insegnato che si può rinascere ogni giorno in modi diversi, ma con la tenacia e la forza di non mollarla mai anche quando sembra finita é proprio lí il momento in cui ricomincia.

  7. Buon giorno Jenny, perdonami il ritardo nella risposta ma son stato molto impegnato in questi mesi. Vero dolori persistenti non possono essere ridotti superficialmente a qualcosa di psicologico, mentale, o stress…sarebbe banale e a volte pericoloso. Spesso il filtro medico è utile a tracciare una bella separazione tra ciò di cui preoccuparsi e ciò di cui è possibile non preoccuparsi. Non so esattamente a cosa si riferisce, a quale distretto e quale storia abbia il dolore di cui mi sta parlando, ma generalmente se scompare di notte ha un significato e se scompare durante i pasti… potrebbe averne un altro ancora. In ogni caso rimango a sua disposizione per chiarire e non darle una risposta troppo generica trascurando invece altre cose di cui non sono a conoscenza.

  8. Ciao e grazie di avermi contattato. CI sono molti farmaci, integratori e soluzioni per i dolori muscolari. Molte volte la difficoltà a gestire ansia e stress è un fattore molto importante da prendere in considerazione. Ovviamente non conosco bene quale sia la tua situazione, però ti posso assicurare che non ridurrai i dolori solo prendendo farmaci e integratori, ma sarà necessario un approccio più efficace ad esempio potresti prendere in considerazione di fissare una CONSULENZA di FISIOTERAPIA online con me per permettermi di capire un poc meglio. Se invece ritieni che sia il livello di ansia a crearti più malessere il mio suggerimento è senza esitazioni cercare nella tua città o su internet un buon psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo cognitivo comportamentista /strategico breve. Credo che in un numero ridotto di incontri troveresti incredibile beneficio. Poi rimane il discorso fisico…in cui posso aiutarti.

  9. Salve dottore sono stressata ansiosa. I dolore muscolare..cosa prendere per lo stress e dolori muscolari grazie

  10. Buongiorno Michele, grazie per l’articolo, interessantissimo e acuto. Una domanda: premesso che in caso di disturbi persistenti è sempre buona regola approfondire a livello medico, ma ritiene che un dolore o un fastidio che si manifesta soprattutto di giorno e scompare quasi del tutto durante i pasti e soprattutto di notte, fino ai primi minuti del risveglio, possa essere di natura ansiosa? Grazie mille in anticipo.

  11. Immagino e ti sono vicino (ci sono passato anche io). Sei però già ad un buon punto di consapevolezza. Il mio consiglio è duplice: fai una piccola chiacchierata con uno psicologo ad indirizzo cognitivo-comportamentista in modo da interrompere in modo molto più veloce questo turbinio di preoccupazioni inarrestabile. Credo che davvero basti una chiacchierata per renderti chiaro molte cose. E poi

    Prova a prenderti come impegno con te
    Stesso ogni giorno 20-30 minuti di attività (una che ti piace) e metterci tutte le tue energie . Se ti sembra una cosa strana fissa pure con me una consulenza gratuita online che t spiego meglio come iniziAre

  12. Grazie Cecilia di avermi descritto così bene il tuo vissuto e la tua situazione. Sei sulla strada giusta per stare meglio. Ora ti manca trovare una soluzione cognitivo comportamentale sul piano fisico. Funziona esattamente come il lavoro che stai facendo con il tuo psicologo: è molto importante che il tuo equilibrio a livello psicologico ed emotivo sia accompagnato ad un equilibrio anche sul piano fisico …anche per sganciare l’attenzione da alcune tue sensazioni. Hai bisogno di tornare a vivere il tuo corpo in modo più sereno . Se vuoi avere un’idea più precisa puoi fissare con me una consulenza gratuita online

  13. Buongiorno sono Elena ho 42 anni , e da tanto tempo che soffro di dolori alla cervicale ne ho provate tutte , adesso è un periodo che ho dolore al braccio e petto con bruciore , segue attacchicardia , non so più cosa fare grazie

  14. Ciao Giulia! Grazie di avermi scritto e di esserti ben spiegata. Data la tua giovane età sei in tempo per migliorare drasticamente la qualità della tua vita.

    È molto comune invece entrare nel tunnel delle mille visite e mille accertamenti.

    D’altronde il dolore lo sentì davvero, non è immaginario! Il punto sta nel come gestire questa sensazione.

    Il mio suggerimento è quello di fissare un’appuntamento con uno psicologo psicoterapeuta di approccio cognitivo-comportamentista. Ci sono altre soluzioni come la terapia breve strategica per la cura di disturbi d’ansia e attacchi di panico.

    Niente infinite sedute, niente interpretazioni strane soluzione spesso rapida e definitiva quanto prima presa in carico.

    Trovi dei buoni professionisti anche online. Insisti coi tuoi genitori o se preferisci sentiamoci online in modo che possa spiegarti meglio.

    Ciò non toglie che una sana alimentazione, una moderata e costante attività fisica (anche solo 20-40 min di camminata ) siano una base Di partenza.?

  15. buon pomeriggio. Sono un’adolescente che da un periodo a questa parte soffre di dolori muscolari in gran parte del corpo. Purtroppo ho un’ansia perenne che mi porta spesso e volentieri attacchi di panico (soprattutto causati da un’ipocondria feroce) e tutti mi dicono che i miei dolori dipendano soprattutto da quello. Solitamente questi dolori sono accompagnati da tachicardia e sono localizzati su spalle, schiena, braccia, mandibola e collo. Prima di iniziare a soffrire di ansia, era molto raro che avessi questo tipo di dolori, a meno che la notte precedente avevo dormito male. L’ansia (o stress) mi sta portando anche a problemi digestivi, con tanto di mal di stomaco e nausea dopo un pasto abbondante, quindi non riesco neanche più a godermi una serata in pizzeria con gli amici. La mia ipocondria è peggiorata a causa dell’emergenza Covid-19, al punto tale che ogni volta si ripresenta un leggero dolore a braccia e spalle (a volte sembra quasi tirino) lo riconduco immediatamente ad un arresto cardiaco, andando in panico (con la giovane età è molto improbabile si tratti di quello). Anche conoscenti o amici, quando provano a toccare spalle e schiena notano subito una tensione muscolare non indifferente, i miei muscoli non sono quasi mai rilassati. Con la paura che i problemi muscolari, digestivi e la tachicardia si presentino sempre di più, ho smesso di fare ciò che facevo abitualmente, privandomi di molte cose a livello sociale. Lei crede che ci sia da preoccuparsi, ricorrendo quindi a visite approfondite, oppure provare altri metodi per contrastare lo stess? La ringrazio per la futura risposta.

  16. Buonasera sono un ragazzo di 30 ho letto il suo articolo mentre cercavo sul web le mie problematiche e lo trovato molto interessante e chiaro….circa qualche mese che accuso varie tensioni muscolari soprattutto nei polpacci e avambracci premetto che ho passato un anno e mezzo di forte stress dovuto a una questione legale durissima superata per fortuna….faccio molta attività fisica ma come leggevo nei commenti di altre persone mi sta capitando che ultimamente per paura di sentire dolore cerco di farne meno….ho fatto diverse analisi del sangue tra cui emocromo ves pcr elettroforesi con grafico pannello reumatologico tutto uscito perfetto e alla fine non contento mi sono rivolto ad un neurochirurgo per scongiurare malattie neurologiche……nella visita effettuata mi ha diagnosticato un forte stato ansioso ma cmq mi ha prescritto una rm tronco encefalico e cervello lui dici solo per farmi togliere il dubbio a me….sinceramente tutto ciò mi ha messo ancora di più ansia e stress…..cmq martedì devo effettuare la risonanza ma ho davvero paura……grazie e scusate il disturbo

  17. Buongiorno Michele. Sono una ragazza di 38 anni che è sempre stata molto attiva, forse anche troppo, e sportiva. Negli ultimi due anni si sono susseguite situazioni abbastanza pesanti, della serie che non riuscivo a smaltirne una e ne arrivava un’altra, ma in qualche modo riuscivo ad andare avanti nella mia vita. “Improvvisamente”, a marzo 2020, un po’ in concomitanza con l’inizio coronavirus (anche se da un po’ di tempo avvertivo tensione mandibola serrando i denti, oppure dolori cervicali, difficoltà di concentrazione ma continuavo nelle mie mille attività senza grossi problemi) ho avuto un crollo morale e fisico. Attacchi di pianto, mi svegliavo nel sonno con tremori muscolari alle gambe ed ero agitata. Il medico di base mi prescrive un ansiolitico (Alprazolam 10 gocce la sera e 5 la mattina). Due giorni dopo l’inizio della terapia a lavoro ho avuto una specie di attacco di panico e da lì ho deciso di rivolgermi ad uno psicologo iniziando una terapia cognitivo comportamentale. Inizialmente sembrava andasse tutto bene, fin quando un giorno la situazione precipita. Totalmente priva di forze, inappetente, tachicardia, nausea, calo ponderale, spasmi muscolari che non mi facevano dormire la notte, dolori muscolari, apatia etc. Chiedo al mio medico di poter essere seguita da uno psichiatra. Dal colloquio con la professionista ne esce che soffro di depressione. Inizio quindi una cura con Sertralina e Alprazolam. Nel frattempo lo psicologo mi consiglia di scaricare un’app di mindfulness che ho utilizzato molto soprattutto nelle prime settimane e devo dire che aiuta. Ora la utilizzo meno perché non riesco a concentrarmi e sembra che mi urti. Ne ho parlato con lo psicologo dice che ci sta. Dopo un mese, oggettivamente, a livello generale sto meglio, ma a livello muscolare sono ancora molto tesa, debole e ho dei piccoli tremori (ma non so se possano essere dati anche dai farmaci, la psichiatra dice che potrebbero essere dei “sostituti” degli spasmi che avevo la notte). Cerco di camminare un pochino per non lasciarmi andare. Ora prendo integratori di magnesio e potassio per aiutare la funzionalità muscolare. Ieri ho provato a fare qualche esercizio di bioenergetica e, anche se credo sia normale dopo un lungo periodo di inattività, poi ho avuto male alle gambe. Come letto nei suoi articoli questo un po’ mi ha “spaventata” e si fa viva in me la paura di andare oltre per timore che possa peggiorare la situazione. Settimana prossima torno a lavorare ed è un lavoro che richiede impegno fisico e mentale (sono addetta vendite). Ho chiesto di poter evitare lavori puramente fisici ma ho comunque il dubbio di non farcela. Come mi consiglia di agire? Grazie dell’attenzione e scusi se mi sono dilungata nella descrizione.

  18. Ciao Paolo! Grazie anche a te di avermi contattato. Certamente un grande momento di cambiamento e stress portano tensioni per definizione:-) Una volta si parlava di malattie psico-somatiche e nessuno capiva esattamente cosa significasse. Il fatto che tu non abbia una diagnosi specifica è una cosa di per sè positiva: significa che non c’è nulla di biologicamente rilevante. Un buon suggerimento potrebbe essere quello di ritagliarti un’ora di tempo di decompressione per fare attività fisica (anche intensa), di meditazione (per esempio la Mindfulness ha grandi risultati)…naturalmente se preferisci fare due parole sono disponibile . Posso darti qualche suggerimento forse più specifico

  19. Ciao Manuela! Grazie di avermi contattato. Il fatto che dopo 7 mesi di visite mediche, ricoveri e terapie tu non abbia una diagnosi precisa può essere solo una buona notizia per te! Vuol dire che non c’è nulla di cui davvero preoccuparti. Vuoi fare due parole con me? PRENOTA UNA CONSULENZA di FISIOTERAPIA ONLINE con me Ascoltandoti credo di poterti aiutare meglio

  20. Buongiorno, sono una ragazza di 36 anni. Da 7 mesi circa ho avuto i sintomi più svariati: cefalee, vista offuscata, vertigini, astenia, febbricola, ora sono passata a dolori muscolari e articolari, forti bruciori e debolezza muscolare ai 4 arti e a una vertebra della schiena.
    Ho fatto numerose visite e due ricoveri ospedalieri, esami del sangue e diverse cure di integratori e antidepressivi. Non sono ancora arrivata a una diagnosi sto esaurendo.

  21. Buona sera, ho letto il suo articolo mentre vagavo aimè sulla rete cercando risposte ad alcuni sintomi che accusò da un anno circa. Premetto che questi sono cominciati in concomitanza con un cambio di lavoro importante. Venendo al dunque é cominciato con la sensazione di non riuscire a muovere “adeguatamente ” la gamba dx, e nel corso dell’anno alterno momenti di debolezza all’arto a cui si sono aggiunti nell’ultimo mese anche dei bruciori muscolari. Ne ho parlato con il mio medico, il quale non ha rilavato nulla di particolare. Ho fatto un elettromiografia ad entrambe le gambe e non è risultato nulla ( ad ottobre 2019). La sensazione di bruciore c’è soprattutto se il muscolo è in qualche modo compresso. Nel frattempo la mia amica gastrite é tornata a farsi sentire con forza, e il sonno non è da molto tempo ristoratore. Mi consiglia visite specialistiche ( neurologo?) o altro di particolare? La ringrazio fin d’ora per la risposta.

  22. Buon giorno Daniela, grazie di avermi contattato. E’ importante che tu concluda gli esami prescritti dal medico perché è necessario assolutamente escludere che la sensazione di bruciore/arsura che prende la cervicale ci notte non sia sia un sintomo di natura cardiaca. Nel frattempo la migliore soluzione è iniziare con una blanda, costante e moderata attività fisica ora che è possibile farla. Ne gioverà in ogni caso il tuo cuoricino. 2 mesi di stretta vicinanza con marito e figli senza muoversi non sono il massimo per la salute e neppure per l’ipocondria 🙂 Inizia con 10-20 minuti di camminata al giorno e una volta eseguito Holter 24H se hai bisogno di aiuto contattami pure e posso darti qualche indicazione più precisa per il dolore cervicale –> Consulenza fisioterapia ONLINE Gratuita

  23. Buonasera, ho appena letto il suo articolo. Stavo cercando, cause e rimedi per una sensazione fastidiosa che mi si ripresenta ormai da qualche mese e che mi genera preoccupazione. Percepisco una sensazione di bruciore (calore, arsura non dolore) al petto sul lato sinistro e dietro la spalla nella parte alta della schiena. La prima volta che mi si è presentato il bruciore è stato durante il sonno accompagnato da tachicardia; ho temuto, risvegliandomi nella notte, per un problema cardiaco e mi sono recata al ps. Ho eseguito ecg ed ecocardiogramma che non hanno evidenziato patologie cardiache. Mi è stato suggerito di eseguire dosaggio degli ormoni tiroidei (non
    ed eventualmente un Holter cardiaco; non ho però eseguito gli esami (attenderei il rientro dell’emergenza Covid).
    Da quella notte mi capita di sovente di fare dei sogni che mi agitano e determinano un mio risveglio con una sensazione di bruciore al petto e alla schiena che dura qualche ora e che mi spaventa. Anche durante la giornata (per fortuna non tutti i giorni) avverto per ore questa sensazione di bruciore a cui si associa anche tensione muscolare e dolore cervicale. Ritiene possa trattarsi solo di ansia oppure devo eseguire ulteriori accertamenti. Sono una donna di 38 anni, sedentaria, mamma di tre bambini e … ipocondriaca

  24. Ciao Oksana! Grazie di avermi scritto. Ovviamente non conosco bene il tuo caso, ma ti posso dire che agopuntura e acido ialuronico non sono di sicuro la cura più efficace per il tuo mal di schiena a tal proposito ti suggerisco di leggere anche un’altro mio articolo –> rimedi mal di schiena
    Potrebbe interessarti anche il video sugli esercizi per la sciatica che ho appena pubblicato –> Esercizi Sciatica
    In ogni caso un’infiltrazione può sensibilizzare ulteriormente una zona coinvolta da un processo “infiammatorio”…prova a fare qualche esercizio di quelli che suggerisco e fammi sapere. In ogni caso parlane col medico che ti ha trattato!

  25. Buongiorno !ho ernia al disco e dopo una cura agopuntura e acido euronico iniziato a sentire bruciore di schiena sotto e poi passato sopra dopo avevo collo colo teso e calore in testa dietro che salito fino sopra ..e adesso ho bruciore diffuso su tutto corpo e ogni tanto brucia la schiena sopra e calore in testa …può essere stress muscolare?che cosa bisogna fare e da chi rivolgersi ?se mi può rispondere grazie

  26. Capisco che la tua situazione sia un poco particolare. Mi mancano alcuni pezzi del puzzle per darti dei consigli mirati e non troppo generici e per motivi fi privacy magari preferisci evitare.

    Per esempio mi interesserebbe sapere se lo psicologo è uno psicologo clinico, se segue un indirizzo cognitivo comportamentista (molto utile in un caso come il tuo, naturalmente da quello che posso leggere tra le linee).

    Preferisco sempre NON attribuire allo stress un volere tipo malattia. Lo stress di per sè è naturale…quelo che cambia è il modo di reagire…ma in condizione di dolore cronico o persistente come il tuo non basta dire -Ah…hai tanto dolore perché sei stressato 🙂 -.

    Il training autogeno una modalità molto utilizzata come anche la mindfulness. Il tuo psicologo te la propone?

    Se ti va possiamo sentirci per una consulenza online per fare una rapida chiacchierata e valutare se posso aiutarti in modo più specifico.
    Ti lascio qui il link diretto https://www.osteoclinic.it/consulenza-gratuita-osteoclinic/

    Ad ogni modo un consiglio generale…banale, ma non scontato: non aspettarti rapidi cambiamenti e fissa obiettivi molto precisi e a tua portata di mano (per esempio un a piccola attività fisica o qualche esercizio da fare ogni giorno.

    Può esserti utile iscriverti alla mia community TI invito per questo ad iscriverti alla mia community
    https://www.osteoclinic.it/getpainsecrets/

    o a seguirmi sul profilo instagram @chiesa.michele

    Sto proprio iniziando a rilasciare dei video e dei contenuti che potrebbero interessarti 😉

  27. Grazie per la risposta tempestiva, inizialmente il dolore interessava la caviglia sinistra, ho fatto tante di quelle visite che alcuni ortopedici volevano aprire per vedere cosa ci fosse(una clinica abbastanza famosa di torino) poi fu scoperto l acido urico quando un altro ortopedico voleva bloccate con un operazione il movimento destra sinistra della caviglia, facendo gli esami prima saltò fuori l acido urico che bloccò tutto.
    Ma avevo 18 anni. Nessuno l avrebbe mai pensato…. da lì il dolore si sposta, ultimamente è arrivato ad infiammarmi i muscoli della schiena, tutto il torace. Al.momento ho infiammazione alle ginocchia.
    Si ho visto anche diversi dietologi che mi hanno detto di limitare le carni rosse ma soprattutto gli zuccheri….. che però dovrò anche prendere in misura ridotta.
    Leggendo tutte le cose che potrebbero influire… mangerei solo insalata verde penso…..
    Mi accorgo molto se mangio i peperoni ad esempio.
    Al.momento sono seguito anche da un psicologa per gestire meglio il mio stress e paure ma non ne trovo miglioramenti.
    A breve proverò il training autogeno, sperando di risolvere qualcosa.
    Troppo spesso non mi prendo cura di me stesso e questo forse viene anche dal dolore che toglie le forze e la voglia di fare ogni cosa.

    In periodi di maggiore stress e pensieri che mi rimangono in testa tutto il giorno noto aumenti di dolori e infiammazioni che poi vanno ad indebolire il sistema immunitario immagino, perché con il picco di stress mi viene la febbre e mi si bloccano più parti del corpo dovendo andare al pronto soccorso per alleviare il dolore.
    Al.momento con dolori forti prendo tora-dol perché altre cose con il tempo non hanno più effetto. Come la colchicina, inizialmente potentissima e ora non agisce più.
    Per l attività fisica andavo in bicicletta ma poi son diventato pigro con i dolori.

    La ringrazio per i consigli!

    Se pensa sia utile farei il controllo del cortisolo, ma vedendo che non è riducibile con medicinali, non so se può essere un indizio utile a risolvere i problemi.

    Grazie ancora dottore.

  28. Ciao Pietro, innanzitutto grazie di aver lasciato la tua testimonianza. Naturalmente avere un quantitativo elevato di acido urico può creare diverse situazioni di dolore anche molto intenso.puoi spiegare meglio quali onquale articolazioni coinvolge? Sarebbe inoltre interessante sapere se hai già una dieta suggerita da un dietologo per contenerlo oltre il farmaco…se ti va di condividere questa informazione?

    Ti suggerisco comunque di prenderti l’impegno di iniziare da subito a fare qualche minuto di attività fisica (5 minuti per esempio per iniziare…anche se con dolore…ma tollerabile.

    Anche solo camminare, o andare in bici. Sono talvolta incredibili i miglioramenti di attività banali.

    Quando si ha male è naturale aver paura di peggiorare. Ma non bisogna cadere nella trappola di aver paura del proprio corpo. Una volta che hai Una diagnosi…curati ma non lasciare che la tua malattia ti cambi ??????

    Che attività ti piaceva fare prima di questo disturbo?

  29. Buon giorno,
    Dopo 14 anni di sofferenza spero di aver trovato aiuto anche perché ne ho solo 31.
    Il mio problema è ormai cronico e dolori articolari quasi tutti i giorni in tutte le parti del corpo con grosse infiammazioni e conseguente impossibilità di muovere l’ articolazione.
    Il problema secondo gli esami viene dall’ acido urico alto, non ci sono casi in famiglia di acidi così alti.
    Cerco di tenerli bassi con adenuric sapendo che non mi porterà a nessuna guarigione.
    Può essere utile fare l esame del cortisolo?
    Ansia e stress…(causa la mia infanzia e adolescenza difficili) con tensione muscolare li sento addosso senza riuscire a controllarli.
    Non faccio attività fisica e non mi sento libero di muovermi…. causa la paura per i miei dolori.
    Cosa mi consigliate?
    Può essere un caso su cui potete lavorare?
    Grazie mille

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