Ansia e dolori muscolari e articolari sono collegati?

Alti livelli di tensione nervosa sono il terreno fertile di dolori diffusi e rigidità nei movimenti. Spesso causano sintomi comuni come tachicardia, vertigini, dolori allo stomaco, gonfiore, stitichezza e coliti. Il sonno può essere disturbato e calano energia e voglia di uscire. Il nostro corpo è lo specchio di ciò che siamo. Comprendilo e scopri come prendertene cura.

Ansia e sintomi fisici: perché lo stress provoca dolori muscolari

La ricerca scientifica è concorde nel sostenere che ansia e stress siano il terreno fertile di disturbi comuni come il mal di collo, il mal di schiena e diversi dolori muscolari diffusi.

Perché? L’aumento della tensione muscolare è uno dei principali sintomi fisici sia dell’ansia sia dello stress.

Quando si superano i limiti di sopportazione, il sistema nervoso fatica a compensare ulteriori sforzi fisici, mentali e psicologici.

Molte persone iniziano così a evitare di svolgere attività “normali” perché hanno paura o perché sentono male appena iniziano a farle.

In questa situazione la scarsa preparazione fisica, la scarsa abitudine a fare sforzi, le posture mantenute per molto tempo e i movimenti bruschi possono provocare dolori diffusi, ma dietro le quinte è il livello di stress e la situazione emotiva che danno una diversa percezione del corpo e degli sforzi.

Infatti lo stress, come spiego ai miei pazienti, e come approfondito nell’articolo sui benefici dell’allenamento è come un fiume che scorre: ansia e stress infatti fanno parte della vita di tutti e sono spesso fuori dal nostro controllo, proprio come l’acqua.

Trovo sempre affascinante questa metafora: ansia e stress sono infatti una strategia e uno stimolo eccezionali per dare il meglio, ma se non incanalati possono diventare devastanti come un’alluvione.

Ogni comportamento è infatti il risultato della nostra storia e in un modo o nell’altro è stato utile adottarlo per superare delle difficoltà. Il nostro cervello apprende ciò che è utile e lo ripropone automaticamente, come spiego approfonditamente nell’articolo sulle abitudini.

L’ansia è un comportamento come altri associato a emozioni e sintomi fisici.

Ansia: gli effetti più comuni
Benefici dell'eserzio fisico per curare ansia dolori muscolari e articolari e stress

Alla lunga il perdurare di questi sintomi può causare disturbi del sonno e disfunzioni sessuali limitando in modo importante la vita quotidiana.

Ricorda che non basta trovare qualche sintomo per fare una diagnosi corretta di ansia 😊

Un caso tipico di ansia e tensione nervosa

Abbiamo avuto tutti una mega interrogazione alla lavagna: probabilmente la sensazione di paura, disagio e ansia li ricordiamo piuttosto bene.

Ansia a mille, cuore che batte all’impazzata, sudorazione profusa, tremore alle gambe e spalle tese. Poi arriva la domanda difficile e con sé un leggero senso di nausea: ma alla fine ognuno avrà provato con timore a rispondere osservando attentamente la reazione della prof.😉

Il cervello memorizza questo genere di stati di stress e di successo per reagire efficacemente a situazioni simili: magari durante la preparazione di un esame, una gravidanza, un periodo di lavoro pesante, delle scadenze impellenti o una situazione affettiva complicata.

In queste situazioni, con tutta probabilità, non saremo neppure pienamente coscienti del nostro stato di ansia oppure non collegheremo a essa i suoi sintomi quando questo si prolunga nel tempo oltre i livelli di sopportazione.

Ti ritrovi? Capita spesso nella vita di essere sotto pressione. L’importante è riconoscerlo e trovare il tempo per prendere le dovute contromisure. Ci sono infatti delle tecniche molto efficaci quanto semplici che puoi usare in base al tempo a tua disposizione.

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Perché l’ansia causa bruciori diffusi?

donna non capisce perché sente bruciori muscolari e articolari

Il sistema nervoso si sviluppa nel ventre materno dove inizia a elaborare e reagire agli stimoli provenienti dall’esterno in modo innato e automatico.

Ti sarà capitato di osservare il viso corrucciato di un neonato quando guarda spaventato un oggetto che si avvicina velocemente oppure quando si succhia agitato il pollice in attesa della poppata.

La tensione muscolare e la concentrazione su uno stimolo potenzialmente pericoloso sono innate e ci permettono di imparare e far fronte da subito alla realtà e alle nostre emozioni.

In modo analogo, la persona adulta che vive uno stato ansioso sperimenta tensione e allerta (ipervigilanza) che si prolungano in modo inconsapevole nel tempo. Da un lato quindi la tensione muscolare, dall’altro l’attenzione esagerata nei confronti di sintomi fastidiosi (soprattutto se ritenuti pericolosi o dannosi).

Questo è una delle principali domande dei miei pazienti: “Ma è normale? Non è che è un’ernia?”

Qui va fatta un’importante specifica perché quando si parla di dolore bisogna sempre considerare la sua componente:

  • fisica (diagnosi di una patologia o lesione specifica)
  • emotiva (paura della diagnosi e delle conseguenze)
  • cognitiva (cosa ho capito di ciò che ho e delle sue conseguenze)
  • comportamentale (cosa non posso fare a causa di quel fastidioso bruciore, quel doloretto, quella rigidità che mi preoccupa).

Certamente i tuoi sintomi non vanno sottovalutati: un bravo professionista esclude facilmente la presenza di una causa specifica del dolore. Nella stragrande maggioranza dei casi, però, i bruciori diffusi percepiti alla colonna vertebrale o alle articolazioni non dipendono da una lesione ben definita.

Per questa assenza di spiegazioni precise molte persone decidono di:

  • evitare di fare sforzi e movimenti sbagliati
  • limitare l’attività fisica
  • iper-analizzare i sintomi
  • fare consulenze specialistiche ed esami sempre più approfonditi per problemi rarissimi
  • vagare per Google in cerca di conferme. 😉

In questa angoscia e iper concentrazione sul dolore si evita la tattica più importante: iniziare a fare qualcosa per stare meglio.

Ansia e autodiagnosi

L’essere umano vive al 90% con il pilota automatico inserito. Raramente bada ai dettagli di quanto accade all’esterno e all’interno del proprio corpo.

Pensa se dovessi concentrarti per sentire il cuore battere correttamente, i polmoni muoversi per respirare, la saliva per bagnare la gola e magari mentre guidi, senza investire il pedone, guardando i cartelli per non perderti e arrivare a casa in tempo per fare la cena. Sarebbe una vita di inferno!

Chi ha sofferto di attacchi di panico lo sa bene: non è sostenibile concentrarsi su ogni singolo movimento del nostro corpo e bisogna subito fare qualcosa per stare meglio. 😊

Il pilota automatico dell’ansia però può condurre a cortocircuiti ed effetti collaterali. Non c’è nulla di male nell’auto-diagnosticarsi e auto-medicarsi quel “qualcosa di strano” che nessuno è riuscito ancora bene a capire perché esiste. L’importante però è fare qualcosa per non sentirlo più.

Spendi il tuo tempo per trovare un migliore equilibrio psico-fisico piuttosto che in mille congetture su infiammazioni, squilibri e doloretti strani. Sarò lieto di aiutarti se non riesci in autonomia.

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Tachicardia, sudorazione e tensione nervosa

Tipicamente il cuore batte e sudiamo al lavoro o facendo sport. Il nostro sistema nervoso (ortosimpatico) produce questi effetti quando dobbiamo dare il massimo fisicamente, mentalmente ed emotivamente.

Per esempio durante una gara o un allenamento, ma anche un esame o un litigio.

L’aumento della frequenza cardiaca (tachicardia), l’aumento della pressione arteriosa, della tensione muscolare e della sudorazione sono sintomi comuni nello sport ma anche in chi è sotto stress, in chi scappa o prova paura.

Quanto più questi effetti fisici si protraggono nel tempo quanto più l’organismo li percepisce normali, mantenendo però una tensione nervosa costante.

Questa percezione fallace e questo iper-lavoro del sistema nervoso porta a una progressiva riduzione delle energie fino ad avere disturbi del sonno, inappetenza, carenza di memoria, meno voglia di stare con le persone e a volte disfunzioni sessuali.

Ansia, depressione e sintomi fisici trovano qui il loro anello in comune.

dolore, insonnia, stanchezza limitano la vita di una persona ansiosa

Ansia e infiammazione

La tensione nervosa di cui abbiamo parlato coinvolge anche i muscoli: una loro tensione muscolare protratta nel tempo modifica la circolazione locale, infiamma i tessuti, li indebolisce e ne altera la sensibilità.

Parlo di questo processo in modo molto tecnico e approfondito nell’articolo sulla sensibilizzazione centrale e il dolore cronico.

Per fare un esempio pratico ti parlo di Roberta, una mia paziente, costretta a fare un lavoro che non le piace. Il marito è stato licenziato dopo aver stipulato il mutuo della casa mentre era incinta del secondo figlio. Prova a immaginare la situazione di ansia e dolori muscolari dopo anni di questa vita.

È sempre troppo facile per terapisti, medici e motivatori incolpare lavori “sbagliati”, movimenti “sbagliati” e posture “scorrette”!

Io non sono fan di questa visione che in fin dei conti non ha mai dato grandi risultati sul lungo termine e sui grandi numeri. Forse al portafoglio dei singoli professionisti che si autoproclamano esperti della postura 😊

Non sarà fibromialgia?

Quando si parla di dolori muscolari e bruciori diffusi senza una causa ben definita ricorrono frequentemente i timori di soffrire di fibromialgia o di sindrome fibromialgica.

Quando si parla di diagnosi di patologie vere come la fibromialgia si corre sempre il rischio di semplificare oppure complicare le spiegazioni. Per questo motivo darò solo un rapido accenno.

Quando il dolore rimane durante il trattamento oppure si riduce ma non del tutto o torna con un picco inaspettato i miei pazienti tendono a guardarmi con faccia sconsolata, dondolare la testa e chiedermi “Non avrò mica la fibromialgia?”

Dubito che molti di loro sappiano veramente cosa sia la fibromialgia. Approfondirò questo tema prossimamente. Ma chiarisco: un conto è avere un dolore che fatica a passare, che tende a ripresentarsi o riacutizzarsi e un altro è avere un sistema nervoso che reagisce in modo inadeguato e generalizzato con dolore, febbre, spossatezza al minimo stimolo perché danneggiato.

Quando si parla di ansia, dolori muscolari e fibromialgia, terapisti e medici si sentono frustrati da una diagnosi fragile e banalizzando i sintomi (sei ansioso) o la terapia (è un palliativo). Ma dietro a un sintomo o una diagnosi c’è una persona che soffre. Davvero.

Per questo preferisco approfondire in altri articoli questi argomenti. Va da sé che persone con la fibromialgia, come quelle con dolore aspecifico, provano dolore sia per una causa biologica, sia per fattori psicologici, cognitivi e comportamentali.

In questi casi si parla di dolore cronico e la soluzioni più efficaci è la collaborazione di più professionisti, diversa caso per caso, e la rinuncia all’idea di ricevere terapie e diete miracolose, naturali o farmacologiche che siano.

Fondamentali invece sono la volontà di pianificare a lungo termine e di affidarsi a rimedi più efficaci, come una lieve ma continua attività fisica.

Ciò che premia in questi casi, seppure risulti banale dirlo, non è mai il brusco cambiamento dovuto a una terapia (certo la speranza è l’ultima a morire) o l’intervento miracoloso di un terapista (certo aiuta essere supportati), ma l’atteggiamento mentale giusto per affrontare una pianificazione fatta di piccoli passi lungo una strada che può essere piena di ostacoli da superare con orgoglio e forza di spirito.

Rimedi

come iniziare a ridurre ansia e stress in autonomia

Come pianificare il tuo benessere

Gli obiettivi da perseguire in un percorso di recupero del benessere psico-fisico non sono sempre facili da realizzare. Si ottengono con maggior probabilità con una strategia predefinita. Nell’articolo sugli obiettivi in riabilitazione ti parlo di un modo semplice per stabilire i passi del tuo percorso per ottenere il miglioramento in cui confidi sia dopo traumi, interventi o patologie sia per dolori senza una causa specifica.

Ridurre ansia e stress: come iniziare

Il corpo recupera le energie in modo molto semplice: durante il sonno. Banale? Eppure la maggior parte dei miei pazienti affetti da dolori diffusi e persistenti dorme poco e male. Per mille motivi diversi.

Durante la notte o durante alcune attività particolari il battito cardiaco si riduce, la pressione si abbassa, il calore va all’interno e si rigenerano i tessuti.

Non sbagli notando che sono proprio sintomi e segni contrari a quelli dell’ansia. È l’effetto di una particolare funzione del sistema nervoso parasimpatico deputato a rigenerare, mettere a riposo e ridurre lo stress.

Funziona quando dormiamo, ma anche in tutte quelle attività in cui siamo concentrati in qualcosa che ci piace. Alcuni autori parlano proprio di “stato di flow”.

Lo stato di flow è tipico di tutte le arti creative come la pittura, la musica o il teatro, ma anche la scrittura e tutte le attività manuali e intellettuali che ci consentono di “staccare il cervello”: dal giardinaggio alla passeggiata, dalla lettura alla corsa fino alla settimana enigmistica e al sudoku se vuoi!

Anche vacanze e meditazione. Perché no, dipende da come si vivono però. 😉

La meditazione e la mindfulness sono le strategie più diffuse e studiate, ne parlerò presto in modo più approfondito. Quale di queste modalità hai già provato? E quali risultati? Dimmelo nei commenti in fondo.

Non dimenticarti di dedicare del tempo di qualità da trascorrere con le persone a te più care: mantenere stretti legami affettivi e relazioni sociali riduce ansia e stress, anche per la scienza.

Una blanda e costante attività fisica, anche se può sembrarti poco, è considerata da importanti ricerche come una delle migliori soluzioni per ridurre ansia, dolori muscolari, articolari e i maggiori fattori di rischio delle patologie più gravi e frequenti (malattie cardiache, ictus, tumori, ecc.).

Basta solo una camminata per non avere ansia e far passare tutti i dolori? No, ma chi ben comincia è a metà dell’opera dicono i nonni ai nipotini. Inizia da qui, scegli l’attività che ti piace di più e ti stufa di meno. Posso dirti che non importa neppure se inizi facendo solo qualche minuto. PARTI DA QUI!

Dopodiché ci sono tanti professionisti preparati per supportarti e curarti.

In sintesi

Ansia e dolori muscolari, articolari e stress sono la doppia faccia della stessa medaglia. Molti fattori influiscono sul dolore e sulla sua percezione. Tra questi c’è l’ambiente che ti circonda, le persone a te vicine, il tuo livello di stress, ma anche i tuoi comportamenti.

Il tuo atteggiamento positivo sarà il volano del tuo percorso di recupero: ciò che cambia è quello che farai passo dopo passo per risolvere ansia, bruciori e tensioni nervose.

Pianifica i tuoi risultati partendo da quel che puoi. Cambiare a piccoli passi sarà meno faticoso di quello che ti aspetti. Inizia a mangiare in modo sano, trascorrere sempre più tempo con le persone che ti fanno stare bene, trovare piccoli spazi personali, gestire meglio il tuo tempo e fare qualche passeggiata in più. Poche e semplici cose.

E se non riesci da solo, appoggiati a professionisti preparati e bada che che non ti prospettino trattamenti d’urto e guarigioni rapide e miracolose.

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