Hai subito la ricostruzione del legamento crociato anteriore e vuoi sapere quando tornerai in campo?

Ti consiglio 4 efficacissimi test per sapere quando tornerai a giocare in modo sicuro e senza paura.

La ricostruzione del legamento crociato anteriore

In veste di fisioterapista specializzato in prevenzione e risoluzione di infortuni sportivi, ti svelo quali sono i test da superare per poter tornare a giocare in modo sicuro dopo la ricostruzione del legamento crociato anteriore.

Si tratta di test applicati con successo ad atleti di differenti sport in tutto il mondo, ma vanno bene anche per i non professionisti.

Infatti, la ricostruzione del legamento crociato anteriore è uno degli interventi chirurgici più frequenti dopo un infortunio sportivo e può toccare a professionisti e non.

Io ricordo ancora l’espressione del volto di Ronaldo! E i 76 giorni di recupero di Roberto Baggio!

Sono passati molti anni, ma la realtà è cambiata poco: la lista dei nomi famosi si è allungata; così come sono cresciuti i pettegolezzi, gli articoli di blog e giornali, le foto in Instagram, i video su Facebook e le presentazioni dei successi ai congressi scientifici.

E poi giorni a guardare impressionanti video, GIF animate, mani in faccia, barelle, comunicati stampa minimizzanti e per finire il toto scommesse sul rientro.

Quei giorni sono lontani, eppure i dubbi sono più che mai attuali perché i temi di riabilitazione e prevenzione di lesioni del legamento crociato, a distanza di 30 anni, sono ancora caldi nella medicina sportiva.

Ma io, quando torno a giocare?

Al di là di ogni considerazione, la domanda che ti poni più spesso è sicuramente: ma quando torno a giocare?

Magari stai leggendo anche tu con il ginocchio incerottato e dolorante, la borsa del ghiaccio o gli elettrodi! smile

E magari, tra una seduta e l’altra dal fisioterapista cerchi un parere in più; in fondo non vedi l’ora di sapere quando tornerai alla normalità e le risposte elusive di medici e fisioterapisti ti infastidiscono un pò. In effetti, nemmeno loro hanno la sfera di cristallo.

Vuoi sapere la verità?

La verità è che, ipotizzando il ritorno all’attività sportiva, devi considerare in modo differente gli atleti professionisti e quelli non professionisti.

Per i primi, considera che l’80% degli infortunati è stato operato e di questi:

  • il 65% torna allo stesso livello pre-infortunio
  • il 55% torna a fare sport competitivi in 1-2 anni.

Per gli atleti non professionisti, che probabilmente sono la maggioranza, prevedere il momento del ritorno in campo è sempre un azzardo.

Perché? Il programma da seguire è veramente duro e le priorità della quotidianità sono molte.

Al contrario, le certezze degli atleti professionisti sono salde: molti torneranno a giocare in 8-12 mesi. E puoi immaginare perché: assicurazioni e società sportive finanziano team di esperti e facilitano l’accesso a prestazioni al top. In più, la forma fisica pre-infortunio incide di molto.

Insomma, gli atleti professionisti beneficiano di fattori determinanti per un ritorno precoce in campo. Nonostante ciò, anche tu puoi fare qualcosa.

Michele Chiesa Blog Osteoclinic Brescia

Hai subito l’intervento al legamento crociato?

Insieme pianifichiamo il tuo ritorno in campo!

Il ritorno in campo sicuro: cosa dice la ricerca

Il ritorno in campo deve essere sicuro. A tal fine la ricerca concorda su questi punti chiave:

  • la soddisfazione di criteri specifici della performance
  • il graduale ritorno al gioco del giocatore da solo
  • il nullaosta del chirurgo dopo aver superato positivamente batterie di test clinici.

Grindem et al (2016) in un rilevante studio hanno utilizzato i seguenti criteri:

a.   forza del quadricipite non inferiore al 10% a quella della gamba non operata
b.   superamento dei 4 test di salto sulla gamba operata con una discrepanza non maggiore al 10% tra le due gambe.

Il 38% degli atleti che non ha soddisfatto questi criteri si è re-infortunato.

Solo il 5% di chi li soddisfaceva è andato incontro ad una nuova rottura.

Chi è rientrato prima di 9 mesi ha avuto il 51% di possibilità in più di re-infortunarsi. Alcuni di loro, rientrati contro il parere medico, si sono infortunati dopo soli 2 mesi.

Krytsis et al (2016) in uno studio simile hanno aggiunto un sesto criterio: il test di agilità (T-test).

Il 33% degli atleti che non soddisfaceva i 6 requisiti dopo 8 mesi si è re-infortunato, a differenza del 10% di chi li aveva soddisfatti.

I 4 test per valutare i tempi di ritorno in campo

Ecco i 4 test per valutare la tua performance dopo l’intervento al legamento crociato anteriore e prevedere i tempi di ritorno in campo.

1. Test del salto su una gamba

L’obiettivo è quello di saltare più lontano possibile sulla singola gamba atterrando in modo fermo. Discrepanze superiori al 10% tra le due gambe depongono a favore di maggiori rischi di re-infortunio.

ll collasso del ginocchio verso l’interno aumenterebbe il momento di forza in valgismo del ginocchio: un carico improvviso e non controllato. Un’accelerazione improvvisa esporrebbe facilmente ad una rottura.

2. Test del triplo salto

Questa volta l’obiettivo è arrivare più lontano possibile per 3 volte consecutive atterrando in maniera stabile. Non devono esserci discrepanze superiori al 10% tra le due gambe.

In caso contrario il rischio di re-infortunio è alto. Questo test è fondamentale prima del rientro perché permette di valutare il ginocchio sotto sforzo sia come forza, sia come stabilità e controllo motorio.

Si valuta ogni singolo salto, la fase di stacco e di atterraggio.

3. Test del triplo salto incrociato

L’obiettivo è saltare su un piede il più lontano possibile per 3 volte di seguito passando sopra una linea e atterrando compostamente. Non devono esserci discrepanze superiori del 10% tra le due gambe per escludere rischi di re-infortunio.

In questo test si aggiunge la componente laterale del movimento con vettori di forza sul piano frontale e trasversale del ginocchio. Questo sollecita maggiormente il valgismo del ginocchio richiedendo uno sforzo maggiore per decelerare. Bisogna sempre osservare tutti i salti nelle singole fasi.

4. Test del salto con una gamba a 6 metri

L’obiettivo è saltare il più velocemente possibile con una gamba per 6 metri atterrando compostamente alla fine. Non devono esserci discrepanze superiori al 10% tra un ginocchio e l’altro per ridurre il rischio di altri infortuni.

Qui si aggiunge il fattore tempo. All’atleta è richiesto di concentrarsi più su una performance quantitativa senza sacrificare la qualità per ottenere un tempo migliore.

In sintesi

Nessuno può prevedere il futuro, ma dopo 9 mesi dall’intervento del legamento crociato anteriore e il superamento di questi test puoi tranquillizzarti e dedicare energie e concentrazione all’agognato rientro in campo con un occhio al futuro.

Ricordati questi passaggi importanti:

  • la forza del quadricipite (con differenze non superiori ai 10% tra le due gambe)
  • i 4 test di salto sulla gamba operata con differenze non superiori del 10% tra le due gambe
  • i test di agilità completato sotto gli 11 secondi
  • il rapporto forza quadricipite / ischio-crurali minore 1,5:1 prima del rientro in campo se ti prepari con l’isocinetica
  • i test da superare anche alla fine dell’allenamento: la fatica è un fattore che influisce in modo importante sul re-infortunio, meglio prepararsi per il peggior scenario ipotizzabile
  • l’esecuzione di tutti i gesti atletici specifici dello sport praticato.

Altri consigli e approfondimenti per esercitare la stabilità sulla tua gamba?

Parlane con il tuo fisioterapista di fiducia. Non ne hai uno o ne cerchi uno specializzato in infortuni sportivi?

Ricorda, solo il fisioterapista e il chirurgo possono darti il nullaosta definitivo per il ritorno in campo,  dopo avere concordato le modalità con il tuo allenatore, i tuoi preparatori atletici, la società per cui giochi ed eventualmente il tuo procuratore!

Michele Chiesa Blog Osteoclinic Brescia

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