DEFINIRE OBIETTIVI in RIABILITAZIONE

DEFINIRE OBIETTIVI in RIABILITAZIONE – VALUTI BISOGNI E DESIDERI?

In questo periodo si susseguono discussioni e post su come rendere la riabilitazione più individualizzata, incentrata sul paziente e incisiva nel favorire la relazione terapeutica ed i risultati. Per questo ho deciso di affrontare un punto fondamentale: DEFINIRE gli OBIETTIVI in RIABILITAZIONE!

Non sarà un argomento fico come la biomeccanica, ma non credere sia meno importante. Scusa il giro di parole, ma se complicate valutazioni chinesiologiche possono rivelarsi una perdita di tempo, fissare gli obiettivi riabilitativi non lo sarà di certo!

Voglio dire:- Come cavolo fai a parlare di trattamento individualizzato senza conoscere i BISOGNI e i DESIDERI del tuo cliente?-. A volte sono chiari, altre volte sono più nebulosi e vanno indagati, altre sono poco concreti. Magari solo “non avere dolore per un po’”.

Come ogni cosa anche definire obiettivi in riabilitazione ha sfumature differenti: esistono obiettivi semplici a breve termine e più complessi a lungo termine.

Per ognuno di questi devi trovare la motivazione, la concentrazione e le modalità per orientare gli sforzi.  Non hai mai avuto un paziente che abbia delle difficoltà nel farlo??!

Non si tratta di compilare un questionario, parlo di relazioni umane. A volte durante un esercizio il paziente si ricorda di non averti raccontato di quella volta in cui uno squalo gli ha morso la gamba 🙂

I metodi tradizionali non aiutano né a stabilire gli obiettivi di una persona né a sapere se siano stati raggiunti.

Questa ricerca ha trovato 27 obiettivi che non riguardano né dolore, né il movimento e neppure la forza, dimostrando quanto sia facile non raggiungere gli obiettivi del paziente.

Una volta che sparisce il male, il risultato sarà quello che si aspettava il paziente? Puoi realisticamente chiedere ad una persona di evitare di fare tutto ciò che ama fare pur di non aver male?

DAL PUNTO DI VISTA FISICO

Ogni buon programma che si rispetti deve avere una parte di analisi dei bisogni, una con le attività preferite ed una col percorso riabilitativo che permetterà di farle.

Per qualcuno sarà sufficiente eseguire qualche esercizio base, specialmente se ha una vita sedentaria, per altri sarà meglio scegliere qualcosa di più specifico, magari inerente alla propria attività, ad uno sport praticato o un movimento diventato problematico.

Un trattamento individualizzato efficace spesso è un mix di esercizi specifici ed aspecifici che muta a seconda della fase riabilitativa.

Pensi di suggerire per un paziente con una lesione di LCA una riabilitazione senza cambi di direzione o di evitare esercizi eccentrici o di velocità ad un paziente con lesione degli ischio-crurali?

Questi esercizi sono sport-specifici e verificandosi spesso queste lesioni è necessario eseguirli per tornare a giocare.

Potenzialmente vedrai queste lesioni sotto una luce diversa quando il dolore è persistente, la funzionalità sembra essere secondaria allo stesso dolore e gli obiettivi, come il ritorno in campo, non sono così definiti.

Stabilire obiettivi come in ogni cosa non serve a tutti. Per un maratoneta potrebbe non esserlo. Correre è l’obiettivo. Puoi fare un sacco di cose come un generale lavoro di rafforzamento oppure task specifici per la corsa.

Qualche esercizio di base come esercizi per la modulazione del carico sono ragionevolmente specifici e il modo in cui vengono eseguiti, pensiamo nelle persone col mal di schiena che si piegano, potrebbe essere di capitale importanza per chi deve sollevare i propri figli o semplicemente indossare le calze. Sono quelli i veri obiettivi che potrebbe prefiggersi il paziente, molto oltre il non aver male.

Devi pensare ad un approccio graduale per abituare al carico e riacquisire la fiducia piuttosto che vietare di eseguire determinati movimenti e giocare sulle paure.

Per molte persone è addirittura infondato il consiglio di non piegarsi e non fare torsioni (leggi QUI).

Sono tutte variabili che riguardano, anche in modo leggermente diverso, aspetti riabilitativi relativi a obiettivi specifici ed individuali.

• Carichi
• Posizioni
• Velocità/Forza
• Ambiente
• Tempo
• Obiettivi

DAL PUNTO DI VISTA PSICOSOCIALE

La parte fisica è solo una parte del processo. Se gli esercizi non vengono fatti all’inizio può diventare un elemento secondario, sebbene abbiano la loro evidenza.

Non sappiamo abbastanza bene come funzioni il trattamento. Per qualcuno potrebbe essere più specifica la dimensione fisica del trattamento, per altri potrebbe valere più la pena di spendere più tempo per definire gli obiettivi, agendo o spiegando. Questo recente articolo (LEGGI) illustra come definire gli obiettivi sia un modo efficace, anche se servono ulteriori dati. Mentre quest’altro (LEGGI) mostra come migliora la complaice al trattamento.

Da un punto di vista psicosociale alcune persone preferiscono fare o tendono a fare meglio definendo prioritariamente i propri obiettivi.

Trattamenti personalizzati, in un percorso terapeutico in cui il paziente è al centro, sono caratterizzati dall’interazione tra terapista ed assistito e migliorano i risultati (leggi QUI E QUI)

Definire obiettivi in riabilitazione permette di stabilire quali siano le preferenze delle persone, prendendole in considerazione migliora i risultati.

L’aspettativa è un grosso fattore prognostico di recupero QUI ed è probabile che qualsiasi cosa che influisca su essa porti a migliori risultati.

Senza dubbio stabilire insieme al paziente il percorso riabilitativo definendo tutti gli obiettivi influenza positivamente i risultati.

Potrebbe anche influenzare la dimensione interna, attraverso la pianificazione per il conseguimento degli obiettivi e la creazione di un meccanismo di controllo interno, 2 fattori vitali per il successo del piano riabilitativo, come leggerai in Questo articolo.

Spiegare semplicemente quello che fai, perché lo stai facendo e come intendi proporlo aiuta il tuo paziente a vivere e percepire meglio l’intervento riabilitativo, anche se può sembrarti una cosa banale

QUALCHE DOMANDA?

Inizialmente dobbiamo trovare QUALI possano essere gli obiettivi, facendo domande come:

• Cosa ti impedisce di fare quello che ti piace?

• C’è qualcosa nella tua vita quotidiana che il dolore ti impedisce di fare? come ti fa sentire?

• Ci sono attività che eviti di fare?

• Se il dolore non ci fosse cosa faresti?

Strumenti queste scale funzionali, specifiche per i pazienti (QUI) sono utili per quantificare e definire obiettivi in riabilitazione.

OBIETTIVI SMART

Quando un obiettivo è stato definito, l’approccio SMART è utile per monitorare il processo che porterà a raggiungerlo.

SPECIFICO

Limitato e definito chiaramente. Obiettivi generici sono difficilmente controllabili e misurabili.

MISURABILE

Cosa ne sappiamo? può essere fatto usando una scala semplice come la VAS o con risposte binarie SI/NO per sapere se un obiettivo è stato raggiunto.

ACQUISIBILE

Gli obiettivi dovrebbero essere ideati e conquistati a piccoli passi piuttosto che essere ambiziosi.

Un obiettivo a lungo termine o ambizioso spesso viene raggiunto dopo il compimento di piccoli obiettivi nel tempo.

L’attivazione del sistema dopaminergico attraverso il raggiungimento di piccoli obiettivi consente di mantenere concentrazione e sensazione di positività senza perdere la motivazione nel tempo.

REALISTICO

Gli obiettivi possono essere irrealistici e quindi difficilmente raggiungibili. Le persone che ottengono i migliori risultati in riabilitazione e nella vita sono quelli che hanno obiettivi realistici. Possono essere gestiti e negoziati tra paziente e terapista LEGGI QUI

TEMPO DIPENDENTE

È importante fissare un tempo determinato per raggiungere gli obiettivi. Questo permette sia perseguibile e da responsabilità.

Su! Datti un termine 😉

Ben Cormack

Michele Chiesa

Ti interessa l’argomento?

Ben sarà a Brescia il 30 settembre/1 ottobre e potrai fargli tutte le domande che vorrai.

Clicca qui sotto e sarai il primo a ricervere altri preziosi contenuti gratuiti!