Analisi del Movimento: cosa si valuta davvero?

ANALISI DEL MOVIMENTO: COSA SI VALUTA DAVVERO?

 

Troviamo la valutazione del movimento in tutte le salse: per la lombalgia e per ogni tipo di dolore articolare, senza dimenticare la famosa analisi del passo o della corsa. Ti assicuro che la lista è veramente lunga.

La domanda è: cosa si valuta in realtà?

Mechanics

L’analisi biomeccanica solitamente è eseguita quando una persona ha male. Si vuole individuare la “disfunzione” o l'”alterazione” correlata a questo dolore.

Ma come posso sapere se un’ipomobilità o un ipermobilità sia la conseguenza o la causa del dolore?

Spesso viene dato per scontato che sia il tessuto la causa del dolore.

Quando esiste un dolore vengono elaborati in modo raffinato degli schemi di movimento utili a sfuggire al dolore. Il sistema nervoso agisce in virtù di questa priorità piuttosto che per supplire a minime alterazioni anatomiche.

La permanenza della condizione dolorosa conduce all’instaurazione di abitudini di movimento, che poco hanno a che fare con la pura anatomia.

Evitare il dolore diventa un automatismo per sfuggire da ogni potenziale pericolo che possa scatenare dolore.

La biomeccanica viene quindi dissociata dal desiderio di eseguire un gesto e da tutti i fattori coinvolti nel miglioramento delle qualità di esecuzione di un gesto.

La biomeccanica diventa il riflesso delle intenzioni, delle paure e delle precedenti esperienze, sia che queste corrispondano a successi che a fallimenti o situazioni dolorose. Questo punto è significativo e porta con sè delle conseguenze.

Per quale motivo mi aspetto che una persona si muova liberamente in una posizione che le ha provocato dolore poco prima?

E prima? Si muoveva così o in modo diverso?

Cosa si misura rispetto al “normale”?

Nella vastità delle varianti anatomiche esistenti perché considerare un determinato movimento normale per tutti?

Hai mai visto le persone sane correre? Ognuno corre a suo modo senza problemi!

Esistono dei fattori di rischio biomeccanici, ma, soprattutto in una situazione cronica, sono ben lontani da poter esser considerati fondamentali.

Sappiamo come il tessuto e il dolore diventino nel tempo sempre meno coinvolti nel fenomeno doloroso. Questo significa che sono associati al dolore, ma non in modo così prevedibile e con una certezza così matematica come ci illudiamo.

Quello che succede all’interno, in termini di ossa e muscol,i è oggetto di osservazioni da laboratorio, ma fuori da questo setting potrebbe diventare un problema. Predire il futuro con un analisi del movimento è semplicemente arrogante o da creduloni.

Come si può distinguere il dolore dall’origine anatomica si può cominciare a distinguere il puro movimento dalle potenzialità anatomiche.

Pensa per un secondo a quello che succede durante i rigori di una finale dei Mondiali di calcio: se ci limitiamo ad analizzare la biomeccanica, ogni calciatore dovrebbe sempre tirare allo stesso modo.

La realtà dei fatti la conosciamo. Altri fattori molto rilevanti condizionano l’esecuzione di un movimento e le performance motorie. La stessa biomeccanica viene stravolta  dal contesto in cui avviene.

Stesse gambe, stesso campo, stessa palla…ma lo stress influisce pesantemente sull’esecuzione del movimento e spesso in modo negativo. Molti ricorderanno la finale in cui l’Italia perse col Brasile ai rigori…sbagliati da storici campioni che avevano trainato la Nazionale fino a quel giorno!

Lo stesso accade in un setting limitato ed in spazi definiti. In ogni momento consideriamo l’ambiente che ci circonda.

Ti sei mai chinato a prendere una cosa sotto l’auto? Hai mai notato come si muovono le persone in un ascensore?

La prossemica cambia seguendo differenti parametri. Uno di questi è sono le dimensioni dello spazio circostante. La pianificazione del movimento può essere influenzata da questo fenomeno e l’analisi del movimento potrebbe risultare alterata.

Lo stesso accade nell’esecuzione di esercizi o gesti che non si sono mai sperimentati prima.

Sei mai stato osservato mentre cammini o corri sul tapis roulant? Certamente non è una cosa che farai spesso e probabilmente questo modificherà la tua normale andatura.

Lo stesso accade in tutti gli screening che vogliono valutare il “giusto” movimento.

Tipo: -Vediamo come esegui uno squat con le mani sopra la testa!-

Magari non ho mai fatto uno squat…perché dovrei farlo “bene”. Quello che viene osservato difficilmente è solo la biomeccanica o l’anatomia. Certamente il risultato cambierebbe dopo numerose ripetizioni, magari migliorando notevolmente.

Se esegui spesso analisi del movimento è utile che tu consideri questi aspetti…prima di valutare un muscolo debole o forte. L’ambiente e la situazione emotiva influisce sempre su ciò che osservi.

Vuoi capire come stia il/la tuo/a paziente durante l’esame? Viso arrossato, aumento della sudorazione e della respirazione, forse noterai irrigidimento e tensione dei muscoli del volto.

Come pensi possano muoversi le persone dopo che sono state appena etichettate nel loro disfunzionale o anomalo modo di muoversi? Si muoveranno liberamente in futuro? Come ti rivolgi a loro per comunicare i risultati dell’analisi del movimento?

Tutto ciò non toglie l’importanza o il significato della biomeccanica.

Al contrario è importante comprenderne il significato per capire il movimento stesso e tutti i fattori che possono influenzarlo.

Sei pronto ad accettare che quello che stai guardando non sia sempre così rilevante?

Ti interessa approfondire questi argomenti?

adattato e tradotto da

Michele Chiesa

articolo originale di Ben Cormack “What are you really assessing with a biomechanical assessment?”